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mercoledì 22 agosto 2007

Recensione: 300


Genere: storico

Regista: Zack Snyder

Stati Uniti 2006


Un manipolo di 300 guerrieri spartani comandati dal re Leonida è pronto ad affrontare l'avanzata dell'imponente esercito persiano capeggiato dal dio-re Serse: in ballo c'è il futuro della civiltà ellenica…




video




PREMESSA DOVEROSA: il film è ispirato ad un fumetto (del geniale Frank Miller), che a sua volta narra (attenendosi abbastanza alla veridicità storica) la battaglia delle Termopili. E' consigliabile quindi che gli appassionati di storia che pensano di vedere ricostruita fedelmente la vicenda si comprino un libro che parla di questo evento e guardino il film con la consapevolezza che si ispira ad un fumetto.

Il film si attiene molto al fumetto (che ho letto e amo), approfondendo però anche il ruolo delicato della regina Gorgo, che nella graphic-novel di Miller appariva in poche scenette. Di conseguenza la breve (ma intensa) scena di sesso, le dispute tra lei e i politici spartani, il suo ruolo di madre lo apprendiamo dal film, nel fumetto di questo non c'é traccia.
A sua volta anche alcune vignette del fumetto (ma poche davvero) non appaiono nel film: mi è dispiaciuto non vedere la toccante scenetta nella quale il traditore Efialte si rende conto dell'assurdità della guerra pronunciando le seguenti parole: "non c'è ragione..." mentre gli Immortali massacrano un manipolo di ateniesi in fuga.

Tornando al film, esteticamente è devastante: concordo pienamente con chi sostiene che vederlo al cinema è uno spettacolo per gli occhi.

Il cast? A mio modesto parere adeguato ed efficace, con un Gerard Butler assolutamente nella parte (gli auguro di cuore che questo film gli offra la possibilità di sfondare nel mondo di Hollywood come per Russel Crowe), una deliziosa Lena Headey nei panni della grintosa regina Gorgo, Rodrigo Santoro che convince nei panni dell'inquietante e plurigioiellato dio-re Serse, bravo il maturo capitano, strafottenti e simpatici al punto giusto i giovani spartani Stelio e il figlio del capitano, sufficientemente antipatico il politico Terone, brutti, sporchi e cattivi il giusto i persiani.

Strizzatine d'occhio al Gladiatore e al Signore degli anelli? Sì, non neghiamo l'evidenza (il campo di grano, un'immagine sempre poetica che a me sinceramente non ha dato fastidio come ad altri recensori, le musiche simili alla famosissima canzone di Enya & i mostri nell'esercito di Serse, che nel fumetto non appaiono - ma chi ha avuto l'idea del mostro taglia-teste???).

Violenza? Ce n'é in abbondanza. Tra sangue volutamente messo in risalto e mutilazioni varie ce n'é per tutti i gusti. Però sarò sincero: non mi sono soffermato troppo sulle scene di battaglia (peraltro spettacolari ed accompagnate da una musica efficace) ma sul messaggio che il film ha lanciato. Credete che mi piaccia vedere scorrere fiumi di sangue? Fatevi questa onesta domanda. Mi ritengo una persona normale, come voi che leggete. A me è piaciuta la storia in sé raccontata dal film, i valori e i sentimenti mostrati: orgoglio, fierezza (ed un pizzico di follia-fanatismo, diciamolo, gli spartani non sono santi), superbia, tradimento, codardia... Sentimenti che si possono trovare anche in film horror, dove però la macelleria (ahimé spesso gratuita, soprattutto in quelli recenti) prevale sul contenuto. Un esempio concreto? La scena dell'elmo posato sulla neve al ritorno del giovane Leonida dall'addestramento mi ha fatto venire i brividi: è pura poesia. Ma non voglio dilungarmi troppo e finire fuori argomento, mi auguro che abbiate capito.

Il voto al film? Una pura formalità. Se avessi potuto avrei dato 11… comunque leggendo la recensione capirete che è un prodotto leggermente diverso dal Gladiatore, non tanto per la storia in sé, con un uomo carismatico attorno al quale si svolge la vicenda, ma perché il film è stato girato da un regista quasi esordiente (al suo secondo lungometraggio, dopo il buon remake de L’alba dei morti viventi), con una tecnica simile a quella di un videoclip, e non dimentichiamo che i paesaggi (altro punto forte) sono quasi interamente ricostruiti al computer.


Voglio qui provare a smontare le principali accuse rivolte al film dai suoi detrattori:

a) i dialoghi sono banali e scontati e la voce fuori campo è fastidiosa: sì, qualche dialogo (soprattutto nelle scene introdotte dal regista e non presenti nel fumetto) riassume i cliché del genere, ma non mi venite a dire che i dialoghi sono banali: leggetevi il fumetto, di banale c'é poco davvero e poi non dimentichiamo che la storia è narrata da uno spartano (e sappiamo come siano fanatici della battaglia); per quanto riguarda la voce fuori campo, dico a chi dà fastidio che probabilmente convincerà di più in lingua originale (mi aspettavo di peggio dal doppiaggio italiano e invece mi sono ricreduto);

b) il discusso effetto Matrix o moviola o rallenty: non mi pare che il regista ne abbia poi così tanto abusato durante le scene di combattimento: è inevitabile che questo abbia risalto nella drammatica scena finale (era inevitabile, un po' come in Fuga per la vittoria: ricordate la rovesciata di Pelé?), ma non mi ha infastidito per niente;

c) le poco realistiche scene di battaglia: signori, qua non stiamo parlando del Gladiatore, di Troy, di Alexander: Snyder vuole andare oltre, e a mio avviso ci riesce… rappresenta la battaglia come un "balletto di morte", dove la violenza è spettacolo e questo, sono d'accordo con chi critica, può infastidire chi si aspetta un peplum puro;

d) il messaggio politico, e qui prendo a prestito le parole di Snyder: "Non ho fatto un film politico, questa è una pellicola di puro intrattenimento, chiedo scusa a chi si sente offeso", e poi non dimentichiamo che se i persiani vengono rappresentati (in parte) come mostri, belve, massa indistinta, pure gli spartani non ci fanno un bella figura (vedi introduzione e trattamento dei neonati nati con handicap).


PENSIERINO FINALE: per quelli della mia generazione mi auguro divenga un cult, come lo era stato Ben Hur per i nostri nonni e genitori (l'ho di nuovo sparata un pò grossa ma perdonatemi l'enfasi).
A chi piace il genere peplum, specialmente il nuovo corso rilanciato dal meraviglioso Gladiatore di Ridley Scott, dico che questo film non potrà deludervi (ricordatevi che anche nel film con Crowe e, per citarne un altro, Troy, la veridicità storica va a farsi benedire), pur tenendo presente le differenze formali e sostanziali che vi ho prima indicato.

Nell'attesa di vedere questo film (di cui sapevo già tutto o quasi) mi ero domandato spesso: chissà se fosse stato diretto da un regista come Scott, o da un altro affermato, cos’avremmo visto… beh, sapete cosa vi dico? Poco importa, questo film mi è piaciuto (e dico poco), mi è entrato dentro e porterò sempre con me il ricordo di due splendide ore di intrattenimento che 300 mi ha regalato.


Voto Finale: 10 e lode


Scheda dell'IMDB

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