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martedì 6 novembre 2007

Recensione: Masters of Horror - Dreams in the Witch-House (Stuart Gordon)


Genere: horror
(poco splatter)

Regista: Stuart Gordon

Stati Uniti 2005


Gilman, uno studente universitario, trova alloggio in una infima pensione.
Un vicino lo avverte della presenza di una strega.
Il giovane non gli crede. E fa male.
Ciò che si cela dietro a quelle mura sconvolgerà per sempre la sua esistenza.



video



Il bravo Stuart Gordon trae nuovamente ispirazione da H.P. Lovecraft (come per Re-Animator e Dagon) raccontando la storia di uno studente universitario (bell'interpretazione di Ezra Godden, protagonista anche di Dagon) alle prese con una strega e un... ratto con la faccia da uomo, emissario della vecchia megera.

Ad essere sincero quando ho letto la trama pensavo pessimisticamente a qualcosa di grottesco invece, fortunatamente, sono rimasto a bocca aperta di fronte ad un lavoro decisamente superiore alla media.

Se per gli altri episodi avevo lamentato il limite (non da poco) della durata di un'ora, con alcune lacune che lasciavano lo spettatore con qualche dubbio, in questo lavoro i 60 minuti sono perfettamente funzionali ad una trama scarna (ma non per questo banale).

Stuart Gordon elabora abilmente una storia semplice, sfruttando le buone interpretazioni degli attori protagonisti e l'aura lugubre che avvolge la decrepita casa dentro la quale prendono vita gli incubi del nostro sfortunato protagonista.

Questo episodio non è un horror politico (come ad esempio Homecoming) o "ecologista" (come Deer Woman), non é nemmeno satira. E' un filmetto che attinge dall'orrore puro, come il bellissimo Cigarette burns, e a mio avviso ci riesce pienamente.

Il pessimismo che avvolge l'intera narrazione è il punto di forza dell'episodio: nonostante proviamo simpatia per lo sfigato studente capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato, siamo consapevoli che probabilmente sarà difficile per lui uscire da questo guaio...

Gordon è bravo nel gestire i momenti più oscuri, ovvero le visioni del protagonista, alternandoli a brevi momenti di "relax".

Un altro merito del regista è sviluppare un finale cupo e drammatico che lascia il segno: il marchio del Solitario di Providence è più che evidente.

Difetti? Neanche l'ombra... battute a parte, sono rimasto sbalordito di fronte alla perfezione di questo episodio; solo per un momento il mio stupore ha vacillato, quando il nostro studente ha affrontato la strega: temevo che il duello alla Kill Bill terminasse con un "e vissero tutti felici e contenti..." ma così per fortuna non è stato.

Terminata la (splendida a dir poco) oretta passata davanti al teleschermo, lo spettatore non superficiale non può negare di essersi trovato di fronte ad un buon (ottimo secondo me) racconto dell'orrore, una storia semplice semplice ma ricca di suggestione e terrore, pessimistica all'inverosimile, triste, malinconica, drammatica: un cast all'altezza, un'ambientazione inquietante e suggestiva, poco splatter ma dosato bene, visioni inquietanti, tutto magistralmente diretto da un grande regista.

Scusate se è poco.


Voto Finale: 10


Scheda dell'IMDb


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