Google

Benvenuti
nel mio blog.

Se le mie recensioni vi sono state utili, se vi sono piaciute,
se non siete d'accordo, lasciate un segno del vostro passaggio.
E' gratuito e libero.

Per una corretta visualizzazione dei contenuti, è consigliabile utilizzare Mozilla Firefox come browser, e scegliere l'opzione Visualizza-> A tutto schermo.

Grazie.


lunedì 7 aprile 2008

Recensione: American Psycho



Genere: thriller/horror
(medio splatter)


Regista: Mary Harron


Stati Uniti 2000



Patrick Bateman, giovane manager bello
e ricco, nasconde dietro una maschera
di apparente normalità il suo vero essere:
uno spietato serial killer.




video




American Psycho è il titolo di un romanzo scritto da Bret Easton Ellis.
Critici e pubblico l’hanno definito unanimemente un capolavoro della letteratura horror, un libro da leggere assolutamente.
Io che non leggo granché (mea culpa)
mi unisco al coro, anche perché ho cercato diverse recensioni sul libro e posso consigliarlo calorosamente, ammesso
che abbiate un po’ di confidenza con il genere, perché "si dice" che le ultime pagine siano agghiaccianti e scioccanti più di mille Saw.


Questo film, a differenza del libro, viaggia con il freno a mano tirato. Questo però non vuol dire che non sia efficace.
Semplicemente a differenza di film su serial killer molto splatter
(prima o poi vedrò Maniac, gli esperti lo giudicano forse il migliore
del genere mai realizzato), AP si concentra sulla doppia personalità
di Patrick Bateman, senza però eccedere con scellerate orge di sangue. Riesce però (abbastanza, ci sono alcuni difetti) a “disturbare”.


Cosa vuole dire disturbante? Me lo sono chiesto anch’io. Io lo intendo come
un senso di fastidio, una sensazione
che ti "invita" ad alzarti dalla poltrona,
e lasciare perdere con la visione del film.
Io quella sensazione l’ho avvertita.
Oddio, AP non mi ha certo tolto il sonno, però… però fa riflettere. Perché in fondo quello che ci viene raccontato
è dannatamente credibile. Reale.
Non è finzione. Può accadere tutti i giorni.


Veniamo al nostro protagonista. Patrick Bateman è l’uomo…
che ogni uomo vorrebbe essere. Almeno per quanto riguarda
la superficie…
E’ bello. E’ intelligente.
Ha un ottimo lavoro. E’ ricco.
E’ sicuro di sé.
Frequenta i locali più esclusivi. Frequenta le persone “in”.
Un essere perfetto. Ha tutto e di più dalla vita. Ma è anche un feroce
serial killer. Una sorta di supereroe “al contrario”, un Superman del Male:
la sua vera natura è nascosta abilmente dietro la maschera
che indossa quotidianamente.





Non c’è una spiegazione concreta a questo suo “vizio”.
Probabilmente Patrick Bateman altro non è che un figlio degli anni ’80, così sostengono molti critici (sono troppo giovane per averli vissuti…), ovvero anni durante i quali ha preso il via un’inesorabile “spersonalizzazione” e declino dell’uomo.


A mio avviso PB non è altro
che un uomo comune.
Era una brava persona, tranquilla, mai un gesto fuori posto”. Quante volte durante i tiggì sentiamo ripetere
questa frase, magari dopo che un uomo stimato e rispettato da tutti
ha sterminato la famiglia, oppure
dopo qualche inspiegabile suicidio.
PB è la testimonianza che la mente umana è dannatamente complessa.
PB è la dimostrazione che l’apparenza conta, conta davvero.
PB, ultima osservazione, conferma che avere tutto non rende automaticamente felici.


Questo film, ripeto, colpisce.
Patrick è un personaggio sì malvagio, ma affascinante nella sua mostruosità. Un uomo che non mostra alcuna emozione. E’ cinico. Indifferente.
La sua sete di sangue lascia interdetti.
Come ho detto prima
non c’è spiegazione a questa violenza. Credetemi, nonostante la sua malvagità è comunque difficile odiare
questo personaggio. Lui stesso si rende conto della sua natura brutale,
ma non riesce a tenere a freno il suo istinto.





E alla fine… già, devo dire qualcosa sul finale. Anzi no, meglio dire niente, perché è un finale un po’ complicato, che lascia più di qualche domanda
in sospeso, ogni spettatore può avere un’impressione diversa.
Un finale ambiguo, proprio come il nostro Patrick.


Il punto di forza di AP, è fuori discussione, ha un nome e un cognome: Christian Bale.
Non ho voglia di dilungarmi con elogi, complimenti e smancerie varie:
la sua interpretazione è perfetta.
Nel cast anche Jared Leto, Willed Dafoe, Reese Winterspoon,
tanto per fare qualche nome.


AP scorre via liscio per tutta la durata, tra un aperitivo, una tirata di coca e qualche cadavere. Si lascia guardare. Spiazza. E’ quasi ipnotico.
Un film magari senza grandi acuti da parte della regista,
un po’ troppo contenuto (in quanto a violenza), ma che consiglierei
ad ogni appassionato di horror (in particolare quelli sui serial killer).
Una visione la merita sicuramente.
E pure una lettura al libro non guasterebbe…



Voto Finale: 9



Scheda dell'IMDb

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Bussisotto:

concordo pienamente sul fatto che il punto di forza di questa pellicola sia Christian Bale, attore capace e versatile.
Però la storia non è estrema come il libro e mi ha un pò deluso, lo ammetto.Sarà che non provo stima infinita per la Lambert, una delle pochissime registe donna in circolazione tra le altre cose, che fu in grado di distruggere "Pet cemetery" di King...
:o(
il sequel di AP, tra le altre cose, è osceno...

Marco300 ha detto...

In effetti chi ha letto il libro lo considera su un altro livello rispetto al film. Comunque voto alto o meno penso che AP sia un prodotto interessante, con un interpretazione che da sola regge il film.
La regista sinceramente non la conosco.
Il sequel... l'hanno trasmesso da poco ma non ho avuto il coraggio di vederlo!

Aicha ha detto...

L'ho trovato assurdamente geniale!!!
E pensare che quella calma apparente che è il preludio alla più insana pazzia è più diffusa di quanto si creda...
Bussisotto aveva ragione con le motivazioni del suo premio... ;)
Aicha

Marco300 ha detto...

Grazie x i complimenti, e benvenuta nel mio blog!
Effettivamente la scelta di alternare momenti di quotidianità e scene di inaudita violenza è efficace è contribuisce a creare un senso di smarrimento nello spettatore.

Anonimo ha detto...

in realtà il libro non è sto granchè, il suo pregio sta nella scrittura creativa ma per il resto è confuso (come appunto la mente del protagonista).
Per quanto riguarda il film nemmeno questo è il massimo ma Bale recita molto bene e il finale è ottimo. Soprattutto il primo piano sul volto in ombra a metà. Se avete tempo per sopportare tutte le seghe mentali di patrick in cambio di qualche scena splatter questo film fa per voi.