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martedì 28 agosto 2007

Recensione: Le colline hanno gli occhi


Titolo originale: The hills have eyes

Genere: horror
(poco splatter)

Regista: Wes Craven

Stati Uniti 1977


La famiglia Carter in viaggio nel deserto americano decide di accorciare il tragitto prendendo una scorciatoia; tra quelle colline una famiglia di pazzi cannibali li sta aspettando...



video



Finalmente parliamo di un originale e non di un remake (anche se a parere diffuso il remake del promettente Aja è meglio dell'originale... ma io non l'ho visto), un film che è entrato nella storia della cinematografia horror (a braccetto con The Texas chainsaw massacre – in Italia Non aprite quella porta di Tobe Hooper).

Una nota sulla quale saremo tutti d'accordo: il titolo è a dir poco FANTASTICO! Forse addirittura meglio dell'intero film!
E' una provocazione, ma cercherò di motivarla.

Avevo letto sulla rivista Horror Mania recensioni positive ma non troppo su questo film, e quando è stato allegato, ero impaziente di vederlo per toccare con mano se quello che avevo letto corrispondeva alla realtà. Devo dire che sono d'accordo con chi ha mosso qualche critica contro questa pellicola: ci sono alcuni tempi morti un pò troppo lunghi, la tensione non sale di molto nemmeno quando entrano in scena i pazzi cannibali, le poche scene splatter (ma ce ne sono?) sono difettucci non da poco.

E' invece interessante (e quindi punto di forza della pellicola) la contrapposizione tra le due famiglie, quella normale e quella dei cannibali: ognuna ha le sue gerarchie, persino nella famiglia dei pazzi c'é il figlio (in questo caso la figlia) che non vuole seguire i "progetti" che i genitori hanno per lei ma vuole fuggire per vivere una vita migliore.

Iil film conferma ancora una volta che l'istinto di sopravvivenza può trasformare anche la più civile delle persone in una belva, vedere per credere il modo in cui infierisce su uno dei cannibali il protagonista (forse uno dei Beatles, visto il look).

Un'ultima annotazione curiosa: nel cast su tutti spicca l'interpretazione di Michael Berryman, destinato a diventare icona dell'horror.


Nonostante le critiche (che ho sottoscritto) mi è piaciuto. E' un film probabilmente sopravvalutato, ma rimane comunque un cult che ha ispirato decine e decine di altri film. Da vedere.



Voto Finale: 9



Scheda dell'IMDb


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