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giovedì 7 febbraio 2008

Recensione: Stephen King's Desperation



Genere: horror
(medio splatter)

Regista: Mick Garris


Stati Uniti 2006



Un poliziotto all’apparenza
fuori di testa arresta senza motivo
delle persone che attraversano
il Nevada e le rinchiude nella stazione
di polizia di Desperation.

In quella cittadina tutte le persone
sono morte.
Un demone è stato risvegliato.

Il gruppo di prigionieri cercherà di portare in salvo la pelle, e lo farà
con l’aiuto di un ragazzino.





video




Nella mia recensione dell’episodio della serie Masters of Horror Chocolate
(diretto da Mick Garris, ideatore della serie e regista di questo film) avevo fatto un accenno a questo film, visto distrattamente quest’estate (in seconda o terza serata, quindi non in possesso di tutte le mie facoltà mentali…), da me definito un prodotto mediocre
e senza molta personalità.


Mea culpa. Devo ricredermi.
Rivisto con più attenzione, non è un film mediocre.


Sicuramente non è un film facile.


La storia narrata nel lungometraggio (se non erro in realtà trattasi di film per televisione) è presa in prestito dall’omonimo libro di Stephen King.
Conosco il "Re del Maine" di fama, molto onestamente ammetto di non avere letto alcun libro
(e un po’ mi vergogno pure) e avere visto
solo qualche adattamento delle sue opere al cinema.


Da piccolo ho visto IT: solo per alcuni minuti, però... perché quel pagliaccio (come a tutti
o quasi, penso) mi ha fatto passare
delle brutte notti insonni.
Ho visto distrattamente
(molto distrattamente) I Sonnambuli.
Ho visto più di qualche annetto fa L’Acchiappasogni: non mi sembra
di ricordare che fosse un film memorabile (magari se lo rivedessi oggi cambierei idea).
Tutto qui.


Non ho visto Shining (anche se il film di Kubrick dicono sia molto diverso dal libro), non ho visto Misery, non ho visto Carrie. Perdonatemi.
Ho visto Christine - La macchina infernale ma il DVD
era danneggiato e si bloccava a cinque minuti dalla fine.
Sicuramente vedrò Cell, l’adattamento cinematografico
di uno degli ultimi romanzi, per mano del rampante Eli Roth.


Tornando a questo Desperation, sul libro ho letto opinioni contrastanti.
Qualcuno dice che questa non è certamente l’opera migliore di King, qualcuno che invece è un buon romanzo, qualcuno altro dice che sia stato scritto dal cane di King… non so cosa dire.
Magari il fedele Deneil che è anche appassionato di lettura saprà chiarirmi (chiarirci) le idee.




Data la mia “ignoranza” il film va considerato a sé stante, come se il libro non esistesse.
Quindi questa recensione va presa con le molle (più onesto di così!).


L’inizio è buono, molto buono.
Un poliziotto dal fisico massiccio
e imponente e dall’aspetto inquietante intima l’altolà a chiunque attraversi
le desolate strade del Nevada
(una spruzzata di road movie
che fa sempre bene). Questi sventurati vengono ingiustamente arrestati
e portati nella stazione di polizia
della città più vicina, Desperation. Una città fantasma.
Ai bordi della strada solo cadaveri. E animali (vivi) che si comportano
in modo strano (e piuttosto minaccioso).




Il poliziotto è interpretato da Ron Perlman: ottima prova la sua. Del resto con una faccia così… una faccia che avevo visto già
da qualche altra parte. Aprendo il cassettino della memoria mi sono ricordato dove avevo incontrato questo omone: Blade 2,
di Guillermo Del Toro. E se non erro
anche in quel film interpretava
un personaggio cattivo, dall’umorismo nero e pungente
(alla fine veniva tagliato in due da Wesley Snipes, ricordo bene?).
Ah, già, dimenticavo pure Hellboy!




La prima parte è senza dubbio la più accattivante, perché semina
molte domande e lo spettatore è così incentivato a seguire il film
per trovare le risposte.


La seconda parte dicono tutti (o quasi, comunque la maggior parte
degli altri recensori)
sia la più debole del film.
Forse hanno ragione. Forse.


Veniamo ai fatti.


Qualcuno (inevitabilmente) ci lascia
la pelle. Il gruppo cerca di compattarsi
e grazie all’intraprendenza
del ragazzino i nostri sventurati fuggono rifugiandosi nel teatro della città.
Nel frattempo ci accorgiamo che il film ha cambiato registro: dal classico horror semplice senza troppe pretese
la musica cambia.
Entra in scena un altro film: un horror teologico, spirituale, metafisico, soprannaturale, non so come definirlo, però qui viene tirata in ballo
la religione. Il giovanotto, Dave, parla con Dio: nonostante nel corso
del film perda tutta la sua famiglia per mano del demone, la sua fede
(che a volte vacilla) si fortifica sempre di più. In allucinazioni gli appare
la sorellina defunta, la quale lo aiuta nella lotta intrapresa per rispedire
il demone da dove è venuto.


Il ritmo si abbassa vertiginosamente, aumentano i dialoghi
(a volte un po’ logorroici),
quindi la seconda parte appare palesemente più debole.
Io però non mi sento di criticare questa inversione di marcia da parte del regista (e quindi immagino pure di King):
e se fosse proprio la seconda parte il fulcro del film? Forse King ci vuole portare a riflettere sul senso della religione, sull’esistenza di Dio,
sul perché nonostante alcune persone subiscano gravi lutti si avvicinino ancora di più a lui (Dave il ragazzino ne è l’esempio lampante),
sul perché alcune persone non vogliano/riescano a credere.
Penso che il senso del romanzo/film sia questo. Forse.


Vi avviso: il ragazzino potrebbe risultare irritante. Purtroppo la sua figura appare decisamente troppo calcata: i suoi (insistenti) monologhi su Dio a volte lasciano perplessi, si tratta pur sempre di un ragazzino.
Con una grande fede, ma un ragazzino.
I vari commentatori sul web si sono sbizzarriti a prendere in giro questa figura.
Io francamente non me la sento.


E veniamo al verdetto finale.
Il film, l’ho già detto (mi sono ricreduto) mi è piaciuto;
obiettivamente la prima parte è molto ben fatta, mentre la seconda… ripeto, non avendo letto il romanzo potrebbe sembrare più debole (sicuramente è più lenta), ma forse, come ho detto prima,
proprio qui risiede il cuore pulsante del romanzo…



Voto Finale: 7
(ma non ne sono così sicuro...)



Scheda dell'IMDb

6 commenti:

Deneil ha detto...

allora piccola premessa:non ho visto ne letto desperation.

Detto questo qualcosa ne so comunque da buon appassionato d king (ne parlo perchè mi hai chiamato in causa!):IL LIBRO è nato in uno dei numerosi esperimenti editoriali di king in coppia con un altro di nome "I vendicatori" che riprendeva più o meno gli stessi temi (e lo stesso demone) e li metteva nelle mani di altri personaggi in un altra cittadina.
Io ho letto i vendicatori, libro abbastanza debole con qualche buono spunto ma con una storia davvero troppo esagerata per reggere.

IL FILM: non l'ho visto come detto ma qualcosa ho visto di garris e ti assicuro (devo ancora recuperare quel master of horror che recensisti..tra l'altro sbaglio o è lui l'ideatore della serie?) che non è stata una bella esperienza.i due film in questione (entrambi tratti da due tra i migliori libri di king) sono "L'ombra dello scorpione" (di cui puoi leggere la recensione da me) e ...preparati.."Shining"!
Si perchè mick garris dopo quel gran film che era lo Shining di kubrick (si era diverso dal libro ma ad eccezione del finale era un film straordinario!) fu ingaggiato da king per girare uno shining fedele al libro.
Ne venne fuori un film per la tv di ben 4 ore che concorre con "l'ombra dello scorpione" per uno dei più brutti adattamenti di king sullo schermo considerato che le due storie da cui sono tratti sono davvero magnifiche!
Ecco perchè ho serissimi dubbi su questo desperation di cui conoscevo l'esistenza..certo il tuo giudizio un po' mi solleva ma di mick garris mi fido poco ormai, pochissimo!

Marco300 ha detto...

Siamo qui per aiutarci a vicenda, no?

Sapevo che Garris ha adattato molti libri di King, con risultati alquanto scarsi. Con disperazione dei fan dello scritore.
Eppure questo Desperation...
Mi sembra che raggiunga la sufficienza, a me in fin dei conti è piaciuto, non garantisco però che possa piacere a tutti.
E' più complesso di quanto si possa pensare, almeno questa è la mia impressione. E nella seconda parte ci ho capito un pò pochino. Cioè ho provato a capire, mi sono fatto un'idea... ma qualche dubbio mi è rimasto.

Sì, Mick Garris è l'ideatore della serie tv. Come sia venuta in mente l'idea proprio a lui che è tutt'altro che un Master dell'horror... boh.
Però alcuni episodi (e il suo NON è tra questi) sono piccoli capolavori.

Anonimo ha detto...

bussisotto:
anche io non ho letto il libro nè tantomeno ho visto il film...però mi sento troppo di dire questa cosa: perchè le case di produzione cinematografiche si incaponiscono a trarre film dai libri di King????
Mi stanno rovinando l'esistenza...
non è possibile (quasi mai) ricreare l'atmosfera di quelle pagine...già mi immagino Cell (che, comunque, già non è decisamente il meglio di King...)...ti consiglio vivamente Misery, perchè la storia era più facilmente visualizzabile e Kathy Bates è mitica!

Marco300 ha detto...

Secondo me è sempre valida l'equazione:
Libro di king (magari best seller) x film = potenziale macchina da soldi!
Comunque vorrei rassicurarvi: questo Desperation non è da buttare, secondo il mio modesto parere. Non sarà un capolavoro, ma non mi sembra nemmeno un film "commerciale", anzi. Certo che è un film difficile (e presumo lo sia anche il romanzo).

Anonimo ha detto...

Io ho letto il romanzo...Voto:8
Daltronde come il 90% dei libri del "Re"!

PROVV:

Certo che il film si poteva fare moooltooo meglio! La storia è bellissima e orginalissima...Magari la pellicola manca un pò di ritmo e onestamente si poteva fare meglio qualche passaggio e tralasciarne qualcun altro...Comunque non mi sono pentito di aver visto il film, anche se non lo vedrei una seconda volta! Voto: 6 e mezzo

Marco300 ha detto...

Ciao e benvenuto nel mio blog.
Grazie x il tuo parere sul libro (che non ho letto).
X quanto riguarda il film sono d’accordo con te: è un buon prodotto, con qualche pecca non da poco, anche se non lo rivedrei una seconda volta.