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lunedì 29 ottobre 2007

Recensione: Ultimo Mondo Cannibale


Attenzione: alcuni dei contenuti
di questa pagina potrebbero disturbare
la sensibilità di chi legge.



Genere: horror
(maxi splatter)

di Ruggero Deodato

Italia 1977


L'antropologo Rolf e il ricercatore petrolifero Robert Harper atterrano nella giungla di Mindanao, alla ricerca di alcuni colleghi che non danno notizie da tempo: i due scoprono presto che l'accampamento è deserto, e che tutte le persone che erano lì sono stati uccise dai cannibali.
Gli indigeni danno la caccia ai due uomini: Rolf viene inghiottito dalle acque, Robert invece viene catturato
e imprigionato in una caverna.
Lì viene spogliato, umiliato e deriso dagli indigeni, che lo fanno assistere ad alcuni riti tribali, come uccisioni di animali, stupri e violenze varie.

Con l’aiuto di una indigena, Palen, Robert tenterà la fuga…





video




Nell’approfondire le mille sfaccettature del genere horror sapevo che prima o poi mi sarei dovuto confrontare con i cannibal-movies, sicuramente tra i film più violenti e disturbanti del genere (e penso anche di tutta la cinematografia).

Molto spesso mi è capitato di leggere su riviste e sul web articoli su questo sottogenere, in particolare mi incuriosiva l’alone diabolico che circondava un titolo “maledetto”: Cannibal Holocaust, film di Ruggero Deodato.
Non ho visto questo film (anche se prima o poi dovrò dargli un’occhiata, pur consapevole che non è un genere che amo molto), ma mi sono un pò informato sulla rete.

Il lungometraggio più celebre di Deodato, censurato in decine di paesi del mondo (censurato tutt’oggi), è l’apice irraggiungibile dei cannibal-movies, ed è unanimemente considerato uno dei film più violenti della storia del cinema (anche se nel circuito underground – incredibile ma vero – c’è anche qualcosa di peggio…).

Un po’ come successe per The Blair Witch Project, ai tempi ci fu un’imponente campagna pubblicitaria che portò molte persone nelle sale, certe che quello che veniva mostrato sullo schermo fosse vero. Data la particolare trovata (si sosteneva di avere ritrovato le bobine di alcuni giornalisti dispersi nella giungla, e per rendere il tutto più realistico Deodato consigliò di agli attori protagonisti di sparire momentaneamente dalla circolazione), il regista ebbe delle serie grane con la giustizia.

Cosa c’entra Ultimo Mondo Cannibale con Cannibal Holocaust? UMC è il film che ha iniziato il filone del sottogenere, ed è il primo episodio della “trilogia deodatiana” (CH è il secondo, il terzo ed ultimo capitolo è Inferno in diretta).

UMC
è la summa
di tutti i tratti peculiari di questi film.

1) Innanzitutto la storia è molto simile: delle persone, in viaggio nella giungla per i più differenti motivi, rimangono intrappolate e perseguitate dagli indigeni. I paesaggi sono spettacolari, la natura selvaggia (e ostile) affascina e rapisce lo spettatore, contribuendo anche a creare un’aura di pessimismo: sappiamo infatti benissimo che i nostri protagonisti non avranno scampo.


2) La tribù dei selvaggi. Tutt’altro che amichevoli. Puntualmente uno dei protagonisti viene rapito e, se per sua fortuna non entra nel menù della giornata, è costretto ad assistere a riti tribali dannatamente crudeli.
Ecco il punto cruciale di questi film: la violenza. Soprattutto quella sugli animali. Violenza ahimé VERA. Nessun effetto speciale. Il senso di disgusto colpisce allo stomaco anche lo spettatore più smaliziato, alla vista di quegli animali torturati per uno stupido film. Per non parlare della violenza sulle persone (soprattutto sulle donne)… quella sì finta, ma molto “reale".

3) Lo
splatter, appunto. Abbondante. Fin troppo. Effetti realizzati con maestria. E non serve essere indovini per sapere di quali scene stiamo parlando: i protagonisti del film sono i cannibali, quindi…

Dal tono della recensione dovreste aver capito che il genere non mi piace granché.
Peccato, perché l’avventura nella giungla è avvincente, ed è interessante il confronto tra l’uomo evoluto e le “preistoriche” tradizioni dei selvaggi: stiamo parlando pur sempre dell’UOMO, ma in diversi stadi evolutivi.


E in fondo i selvaggi non riescono nemmeno a risultare “antipatici” perché loro sono così, in fondo non sono “cattivi”, è solo la legge della sopravvivenza che li porta a compiere con naturalezza (forse è proprio questa loro “disinvoltura” a sconvolgere lo spettatore) il cannibalismo. Tant’è che anche il nostro protagonista dovrà “abbassarsi” al loro livello, compiendo gesti crudeli e brutali, proprio per quell’istinto di sopravvivenza di cui parlavo prima.


So che prima o poi mi capiterà l’occasione di vedere Cannibal Holocaust, e so anche che, causa la mia (mai come in questo caso malsana) curiosità, lo guarderò con attenzione. Ma so anche che probabilmente mi farà dannatamente schifo. Perché proprio in quel film le violenze sugli animali raggiungono l’apice, per non parlare dello splatter (può già bastare la locandina, dove in bella mostra c’è una donna impalata - vedi immagine a fianco) a go-go e dell’inaudita violenza.


Ma sapete perché sono curioso di vederlo? Perché voglio capire per quale motivo molte persone lo giudichino un capolavoro. Forse perché questi film dimostrano come l’uomo sia un essere brutale, una bestia non molto differente dagli altri animali: è l’unica spiegazione che so darmi.
O forse perché sono film che, a differenza di decine e decine di mediocri horror, riescono a colpire lo spettatore allo stomaco (ci riescono, credetemi) e soddisfare chi è alla ricerca di qualcosa di “forte” ed “estremo”, in fondo si tratta pur sempre di finzione (torture sugli animali ahimé a parte).


Penso che per “gustarsi” questi film bisogna avere passione per il sottogenere perché, vi dirò la verità, durante la visione di UMC non ho saputo trattenere qualche sbadiglio.
In effetti il film è un po’ noioso, e la trama sembra quasi un "pretesto" per mostrare violenza

su violenza, sangue che scorre a litri, una ferocia davvero disumana.



Voto Finale: 8



Scheda dell'IMDb


4 commenti:

GRANDE BOH ha detto...

Ciao, vedo con piacere che hai messo il mio banner grazie, ieri ho visto Hostel 2, che ne pensi?A quando una recensione (mi è sembrata una mezza caz.. meglio il primo)

Marco300 ha detto...

In tutta onestà ti dirò che non ho avvertito la necessità di andare al cinema a vederlo, del resto quando usciva nelle sale non avevo ancora visto il primo episodio... credo di non essermi perso niente, del resto, a quanto pare, la musica non è cambiata molto...
Poi questi nuovi horror non mi fanno venire voglia di andare al cinema, puntano solo su efferatezze varie, e questo non mi attira per niente... mi sbaglierò, ma i veri "gioielli" sono i iflm poco pubblicizzati, che si scoprono tramite il passaparola, come, ad esempio, per "L'alba dei morti dementi".
Vedrai tra qualche giorno (anche se non so quando uscirà in Italia, forse l'anno che verrà) che casino per Saw 4, con annunci di svenimenti in sala fatti apposta per attirare il pubblico... col cavolo che vedranno i miei soldi!

Anonimo ha detto...

Bussisotto:
UMC non l'ho visto, in compenso però conosco decisamente bene Cannibal Holocaust, recentemente uscito in dvd in Italia ad un prezzo molto ragionevole e competitivo (sotto i 9 euro e 90).
Tenendo conto del fatto che quella trilogia è del tipo "PAghi 3 per uno solo" dico che CH è uno pseudodocumentario, le cui uniche vere virtù risiede nella trovata pubblicitaria geniale.
Per il resto la violenza gratuita fa parlare (questo significa $)...
e' un film che va visto almeno una volta, ma che generalmente divide a metà gli spettatori

Marco300 ha detto...

Sì ho letto diverse opinioni sulla rete: molti (e sono tanti, più di quanto immaginassi) lo giudicano un capolavoro; l'altra metà lo considera un'esibizione gratuita i violenza.
Io non morirò certamente nell'attesa, anche perché questo UMC non mi è piaciuto granché, ma sono molto curioso... peccato per le uccisioni degli animali anche se, a quanto detto da Deodato, se li sono mangiati a riprese terminate.
Pare sia in cantiere un remake destinato ad uscire nel 2008 o 2009... forse c'è Eli Roth di mezzo, ha omaggiato Deodato con un cammeo in Hostel 2, molti registi del nuovo corso dell'horror sono suoi accaniti fan, anche Tarantino.
Un motivo ci sarà...