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domenica 7 ottobre 2007

Recensione: Wolf Creek


Genere: horror
(medio splatter)

Regista: Greg McLean

Australia 2005


D
ue ragazze inglesi e un ragazzo australiano intraprendono un viaggio on the road lungo la costa occidentale dell'Australia. Giunti in prossimità del parco Wolf Creek, la loro macchina si guasta. In loro soccorso arriva un uomo, Mick, che si offre di aiutarli.
Purtroppo per loro, nonostante l'innocua apparenza, non ha buone intenzioni...





Greg McLean è uno dei registi emergenti del nuovo corso dell'horror. Al gruppetto formato da Zack Snyder, Neill Marshall, Rob Zombie, Eli Roth, Alexandre Aja, Cristopher Smith e via dicendo devo aggiungere questo bravo cineasta australiano.

Greg attinge da fatti realmente accaduti per portare sullo schermo la storia di un maniaco omicida, probabilmente ispirandosi alla figura del più famoso serial killer australiano (di origine croata), Ivan Robert Marko Milat, i cui obiettivi erano turisti e autostoppisti tra il 1989 e il 1992.
Nel 1997 venne condannato per sette omicidi, ma qualcuno avanzò l'ipotesi che fosse attivo già dagli anni '70...

Da quel che ho letto sul web questo film è stato elogiato ed osannato dalla critica, un po' meno dal pubblico. Perché? La verità, secondo me, sta nel mezzo.

Innanzitutto i pregi. Su tutti la fotografia. Come dice una delle due attrici protagoniste del film, vale la pena guardare il lavoro di McLean almeno per i paesaggi. Maestosi e splendidi. Che il film sia stato sovvenzionato dall'Ente del Turismo Australiano? E' solo una battuta ma, credetemi, Wolf Creek ci presenta una splendida cartolina di quella meravigliosa terra.

Gli attori convincono abbastanza e, anche se non discostano molto dai teenager visti e stravisti in altri film, è facile provare compassione per la loro sfortuna, anche perché il regista è bravo nel creare un'atmosfera di "pessimismo" che avvolge lo spettatore, e fa intuire immediatamente che difficilmente ci sarà il lieto fine.

E poi un bravo al protagonista, il folle Mick, interpretato da John Jarrat, davvero efficace nel ruolo del pazzo serial killer. Prima viene introdotto come tipico cacciatore australiano, alla Crocodile Dundee per intenderci, ma è solo la facciata: la sua personalità è disturbata, malata e violenta, e i nostri giovani protagonisti ne faranno le spese.
Questo personaggio mi ha lasciato il segno perché la sua interpretazione è davvero reale, soprattutto l'attore Jarrat non ha "esagerato" nel ruolo: insomma, Mick fa davvero paura.

C'é poco splatter, in quello film. Ma non lo ritengo un difetto. McLean è bravo a sopperire alla mancanza di litri di sangue instaurando un climax di tensione e malata follia, che senza dubbio "disturba" lo spettatore.
Se questo non si è gia addormentato... Già, perché la prima parte è un po' troppo lunga.

E dunque veniamo ai difetti, riconducibili ai cliché dei film horror slasher.

L'assassino è invincibile: una ragazza, momentaneamente fuggita, lo ferisce con il fucile ma non lo ammazza (ma guarda un po'...) e, quando questi giace inerme a terra, non lo finisce, preferisce scappare. Poco dopo ritroviamo il nostro Mick in splendida forma... poi come sequestratore non è un granché, dato che le sue vittime riescono a liberarsi e fuggire senza troppe difficoltà...

Se consideriamo pure qualche buco nella sceneggiatura (le ragazze scappano senza chiedersi che fine abbia fatto il loro compagno di viaggio poi, una volta fuggite, fanno precipitare l'auto - unica speranza di salvezza - in un burrone per ingannare Mick che nel frattempo le stava inseguendo; il finale un po' confusionario: piccolo SPOILER non si capisce se Mick viene arrestato o rimane impunito - in fondo poco importa, dato che la vicenda descritta dal film è una balla anche se, ripeto, ispirata a fatti realmente accaduti), posso dire in conclusione che Wolf Creek è un film imperfetto. Ma tutt'altro che da buttare.

E' un lungometraggio che, grazie all'atmosfera di paesaggi vasti e deserti e alla ferocia del killer (non dimentichiamoci che quello che viene descritto nel film è accaduto nella realtà centinaia e centinaia di volte, e purtroppo penso che accadrà ancora finché ci sarà l'uomo sulla terra...) angoscia lo spettatore, senza ricorrere a inutili e gratuite esibizioni di sangue.

Dategli un'occhiata, se vi capita. E' un film interessante. I paesaggi sono uno spettacolo. Mick fa davvero paura. Non aggiunge niente di nuovo al genere, comunque resta un prodotto più che dignitoso.


Voto Finale: 8


Scheda dell'IMDb

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bussisotto:
buongiorno!
Wolf creek, a mio parere, ha il difetto (come già hai sottolineato tu) dell'eccessiva durata della parte "travel agency": troppo paesaggi,troppe chiacchiere inutili tra i protagonisti eccecc.
La parte violenta è limitata agli ultimi 15 minuti e, per quanto suggestiva, è quasi del tutto superflua.
Diciamo che è stato fatto, fondamentalmente, per sfruttare il successo di pellicole come Non aprite quella porta...

Marco300 ha detto...

...però resta secondo me un film piacevole, lento ma abbastanza cattivello.
Secondo me merita la sufficienza per i paesaggi splendidi e per l'interpretazione del serial killer da parte di Jarrat, davvero un bravo attore perfettamente calato nella parte