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martedì 18 settembre 2007

Recensione: Lady Vendetta (Sympathy for Lady Vengeance)



Titolo originale: Chinjeolhan geumjassi

Genere: thriller drammatico

Regista: Park Chan-wook

Corea del Sud 2005


Geum-ja ha trascorso 13 anni in carcere per l'uccisione di un bambino (reato che non ha commesso). Scaduta la pena cercherà il vero responsabile per vendicarsi...




video





Che peccato. Che peccato che abbia già visto "tutta" la Trilogia della Vendetta. Speriamo che Park Chan-wook decida di girare altri 7 film su questo tema, così da creare un Decalogo… battute a parte, questi tre film coreani mi hanno avvicinato ancor di più al Cinema con la C maiuscola, e posso giurare di avere passato ore splendide nel guardare queste tre meravigliose pellicole.

Dopo avere recensito il crudo Mr. Vendetta ed il geniale Old Boy, parliamo dell'ultimo lavoro, Lady Vendetta.
Su Internet ho letto qualche opinione negativa sul film rispetto ai due precedenti: io che sono devoto al regista non mi sento di criticarlo, perché questo film è profondamente diverso dagli altri due, a partire dal protagonista vendicatore: stavolta si tratta di una donna, la letale Geum-ja.

Senza dubbio c'era molta attesa circa l'uscita del terzo capitolo della saga, e forse qualche aspettativa è andata delusa (ma io non sono d'accordo); a me è capitato come per il 90% delle persone che hanno conosciuto Park Chan-wook di avvicinarsi alla sua cinematografia dopo aver visto Old Boy: quindi sono andato a "ritroso" procurandomi Mr. Vendetta ed ho acquistato l’ultimo capitolo, questo Lady Vendetta.
Ma io non mi aspettavo un altro Old Boy
.
Ecco forse il motivo per il quale questi due film mi sono piaciuti tanto quanto Old Boy mentre qualcuno (a mio avviso erroneamente) ha storto il naso.

Passiamo quindi alla recensione di Lady Vendetta.
E' un film che inizia con leggerezza, la prima parte è gradevole e piena di ironia: ripercorriamo la storia di Geum-ja, condannata a 13 anni di carcere per il rapimento e l'uccisione di un bambino, ma capiamo subito che c'é qualcosa che non quadra. Durante gli anni di prigionia la sua immagine di carcerata modello (quasi una santa) ha impressionato le sue compagne, e saranno proprio loro ad aiutarla una volta uscita dal carcere.

L'angelica Geum-ja però cambia. Uscita dal carcere, è una donna nuova. Una donna spietata, tremendamente dark e attraente. Una femme fatale. Letale e pericolosa. E' una donna in cerca di vendetta. L'aureola di santità sparisce completamente. Lo sviluppo della storia comincia a complicarsi, e ci domandiamo perché abbai confessato per un delitto mai commesso: non ve lo dico ma è un colpo di scena che viene svelato quasi subito.

Ma chi è il vero colpevole? E' Choi Min-sik, l'attore che interpretava Daesoo in Old Boy, straordinariamente convincente nel ruolo del viscido abominevole pedofilo Baek.
Gli affari tremendamente si complicano, e la leggerezza scompare per lasciare il posto ad una cupa riflessione sul fenomeno della pedofilia. Già, questa volta si parla di attualità, lasciamo stare la vicenda fumettistica narrata in Old Boy, qui parliamo di realtà, di notizie che da anni stanno riempiendo pagine di giornali e TV.

Il pedofilo viene catturato da Geum-ja, la quale viene a conoscenza di un orribile fatto: l'avere assunto la responsabilità dell'omicidio del bambino ha lasciato campo libero al mostro, che ha commesso altri efferati delitti. E' quindi compito di Geum-ja consegnarlo ai genitori delle povere vittime.

Ecco che qui entriamo nella riflessione. E' bravo a mio avviso il regista a delineare il carattere e le personalità dei genitori dei bambini vittime, i quali entrano subito in conflitto tra loro: chi propone per la consegna alla polizia, chi, logicamente, vuole farsi giustizia da solo.
Alla fine opteranno (ovviamente) per la seconda scelta. Ma non aspettiamoci torture efferate e sanguinolente. Di violenza fisica in questo film ce n'é poca. Forse è anche per questo che mi è piaciuto e mi ha convinto. Lo spettatore avrebbe voluto vedere massacrato nelle più diverse ed originali torture il pedofilo, ma Park preferisce mostrare le facce e le reazioni dei genitori di fronte ai filmati delle torture dei loro piccoli, la "lotteria" per decidere l'ordine nel quale entreranno nella stanza dove Baek è rinchiuso (momento di un'assurdità totale), e il sotterramento del cadavere del maestro-pedofilo.

Ecco la vera violenza del film: i volti dei genitori, distrutti da un'indicibile dolore, di fronte alle sofferenze dei loro figli. E qua si può scatenare il dibattito: è giusta la loro vendetta? A mio avviso decisamente sì. Il buonismo in questa società serve davvero a poco e non paga mai. Ma non siamo qui per discutere di attualità, per qeusto ci sono Vespa e Mentana, noi stiamo parlando pur sempre di un film, pura finzione.

Dopo questo crudo dibattito, rimane ancora una domanda: chi è Geum-ja? Una santa? Una spietata assassina? Forse è un pò tutt'e due: è una donna ambigua, senza ombra di dubbio. La conosciamo prima come ventenne (piuttosto disinibita, dato che rimane incinta a vent'anni) con mille sogni da realizzare, poi come angelo, poi come signora della vendetta. E' una donna che ha sì sofferto, ma è anche una donna che ha commesso sbagli pesanti: ha partecipato come complice di Baek a rapimento del bambino; la sua confessione, mirata a salvare la vita di una persona a lei molto cara (non voglio dirvi chi è, ma poche righe fa vi ho dato un grande indizio) porta alla morte di altri bambini; questi scheletri nell'armadio fanno sì che il rapimento e l'uccisione di Baek non la liberino definitivamente dai tormenti esistenziali.

Tra le scene da ricordare, non dimentico facilmente la cena dei i genitori per "festeggiare", con tono decisamente mesto e malinconico, il compleanno di uno dei bambini uccisi, e la nevicata finale, di un candore splendido che forse ci dà uno spiraglio di speranza e illumina il futuro della nostra ambigua e controversa protagonista: Geum-ja forse può risolvere i suoi conflitti interiori, grazie all'aiuto e alla vicinanza della...

Resta un'ultima cosa da dire. Come per i precedenti film, forse in questo ancora di più, la fotografia è splendida. Vi dirò che in alcune sequenze rischiavo di perdermi i discorsi perché ero incantato dalla bellezza delle immagini.

In conclusione, io non mi sento di dire che questo film è migliore/peggiore di Mr. Vendetta e Old Boy. Ognuno è una storia a sé.
Comunque, se vi fidate di me, dovete guardarli tutti. Non lasciateveli scappare. Dategli un'occasione. La meritano decisamente.
Non butterete via i vostri soldi per questi tre film. La mia modesta opinione che mira a convincervi è che, oltre al tema centrale della vendetta, questa trilogia parla di altri sentimenti umani: amore, disperazione, tristezza, sofferenza, malvagità… trattati sì con originalità, e con un impatto visivo splendido, così che il regista riesce a toccare il cuore dello spettatore.



Voto Finale: 10



Scheda dell'IMDb



1 commento:

Valentina C ha detto...

Io non ho visto gli altri e a questo punto credo che sia stato meglio, perché mi è piaciuto molto. Una vendetta umana, ricca di sentimenti, non fredda, tagliente ed arida, ma profonda.