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mercoledì 5 settembre 2007

Recensione: Fight Club



Genere: thriller/drammatico (?)

Regista: David Fincher

Stati Uniti 1999


La vita di un uomo qualunque scorre tranquilla: un lavoro normale, una situazione economica piuttosto agiata, ma la noia e la solitudine sono dietro l'angolo, fino a quando l'incontro con un personaggio carismatico cambierà per sempre la sua esistenza...



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"Signori, benvenuti al Fight Club. Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club. Terza regola del Fight Club: se qualcuno grida basta, si accascia, è spompato, fine del combattimento. Quarta regola: si combatte solo due per volta. Quinta regola: un combattimento alla volta, ragazzi. Sesta regola: niente camicia, niente scarpe. Settima regola: i combattimenti durano per tutto il tempo necessario. Ottava ed ultima regola: se questa è la vostra prima sera al Fight Club... dovete combattere!"


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"Vedo nel Fight Club gli uomini più forti e intelligenti mai esistiti, vedo tutto questo potenziale, e lo vedo sprecato!
Porca puttana, un'intera generazione che pompa benzina, che serve ai tavoli, o schiavi coi colletti bianchi! La pubblicità ci fa inseguire le macchine o i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono!
Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto, non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita.
Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti che saremo diventati miliardari, divi del cinema o rockstar, ma non è così e lentamente lo stiamo imparando e ne abbiamo veramente le palle piene
"

"Omicidi, crimini, povertà.
Queste cose non mi spaventano.
Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome d'un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra
"

"Le cose che possiedi alla fine ti possiedono"

"Respingo i principi base della civiltà, specialmente l'importanza dei beni materiali"

"È solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa"

"Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!"

"Quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto?"

"Non voglio morire senza cicatrici, perciò picchiami, sennò perdo il coraggio"

"Siamo una generazione di uomini cresciuti dalle donne. Mi chiedo se un'altra donna è veramente quello che ci serve!"


Tyler Durden (Brad Pitt)



E' facile definire un lungometraggio tale "straordinario" o "pessimo" in due righe buttate lì a casaccio come mi è capitato di leggere in alcune opinioni sulla rete: a me sembra più onesto cercare di spiegare i motivi per i quali reputo una pellicola "buona" o "cattiva", sparare due o tre paroloni non mi sembra molto corretto verso chi legge e cerca informazioni su un film.

Chiusa questa polemicuccia, veniamo alla recensione del lavoro del visionario David Fincher.
Avrete notato come sia stato molto vago nel descrivere la trama del film: non è facile inquadrare una pellicola del genere in schemi, come è compito arduo inquadrarla in un genere cinematografico.

Non vi ho ancora detto se questo film mi piace: sveliamo subito il mistero, è uno dei miei preferiti in assoluto.
Perché?
Tornando al discorso di prima, potrei dirvi "è fenomenale" e punto.
No. Vi devo dare una spiegazione più dettagliata.
Allora seguitemi e capirete.

La prima parte (che all'apparenza potrebbe risultare noiosa e insulsa allo spettatore superficiale) ci porta a conoscere la vita di un uomo qualunque (non sapremo il suo nome): un tranquillo posto di lavoro, una casa ben arredata, ma una solitudine opprimente e un senso di vuoto di affetti: è qui che entra in scena Tyler Durden (che in realtà è... colpo di scena finale!), un folle e carismatico personaggio che trascinerà il nostro protagonista in un vortice di emozioni mai provate prima.

Il titolo del film? E' il nome dell'"organizzazione" creata dai nostri due personaggi: nei sotterranei di un locale si svolgono incontri di lotta libera clandestini dove persone comuni possono dare sfogo alla loro aggressività... organizzazione che poi si evolverà in qualcosa di più pericoloso...

Il punto di forza di questo film? Come vi ho accennato a mio avviso é la critica sociale: emblematico è il discorso pronunciato da Brad Pitt/Tyler Durden ai discepoli del Fight Club, secondo il quale loro sono la rappresentazione di una generazione allo sbando, "corrotta" dal consumismo, senza identità, senza valori, inquadrata nella/dalla società e incapace di distaccarsi dalla prevedibilità, dal conformismo, dalla mediocrità, dalla superficialità...

Senza dubbio le figure dei due protagonisti sono così distanti tra loro che riescono entrambe ad affascinare lo spettatore: Edward Norton perfetto nel ruolo dell'uomo comune, nel quale tutti gli spettatori possono riconoscersi, Brad Pitt eccellente nella parte del folle guru (impossibile non rimanerne affascinati), e non dimentichiamoci una Helena Bonham Carter decisamente allucinata che instaura una relazione a dir poco instabile con il protagonista.

La pellicola non ha uno schema lineare: nell’ultima parte del film, alla ricerca di Tyler scomparso nel nulla potremmo perderci per strada... in questo caso va detto chiaramente che è un film il cui senso si capisce solo dopo due o tre visioni (tipo Donnie Darko, ammesso che riusciate a trovare un senso...), infatti dopo averlo visto la prima volta mi sono immediatamente innamorato, ma non sapevo nemmeno spiegarmi perché... dopo qualche altra visione ho capito meglio.

Allo spettatore viene da domandarsi: forse la ricerca del protagonista non è altro che un viaggio nella sua mente? Ecco, qualche domanda potrebbe rimanere senza risposta alla fine del film... forse anche questo è un suo punto di forza!
Tipo un quadro di Picasso, con tanti pezzi qua e là che messi insieme lanciano un messaggio allo spettatore dopo averlo di primo acchito stordito...


Voto Finale: 10 e lode


Scheda dell'IMDb

15 commenti:

nihal92 ha detto...

wow...non sono mai riuscita a trovare un'altra persona che la pensasse come me; molti non vanno fino in fondo, non capiscono veramente la trama...e finiscono per definire questo capolavoro cinematigrafico "orrendo" o "sensa senso"...per me non è così...il viaggio "spirituale" che affronta il protagonista attraverso la sua stessa proiezione, attraverso Tyler, è quello che un pò tutto dovrebbero fare...dovrebbero cercare di capire cosa vogliono davvero dalla vita...domandarsi attraverso una guida se quello che hanno è davvero l'essenziale...anche a costo di seguire un pazzo maniaco come Durden

Marco300 ha detto...

Ciao, benvenuta nel mio blog!
Questo non è un film dove conta molto la trama, o la credibilità della vicenda narrata: il film è una metafora, un'analisi spietata sulla società del consumismo.

nihal92 ha detto...

si, in effetti è proprio per quello che ho apprezzato questo film al contrario di molti ragazzi della mia età; loro potranno anche non rendersene conto, ma la nostra è una società estremamente consumistica e, sinceramente, a me fa anche un pò schifo...ppi ognuno è libero di pensarla come vuole, ovviamente

Marco300 ha detto...

"Lucignolo", "Studio Aperto" e i programmi della DeFilippi sono una degna rappresentazione della nostra società.
Le eccezioni ci sarebbero (a trovarle però...).
Presumo che tu abbia 16 anni: io ne ho 24 e x quanto riguarda i miei coetanei non si differenziano molto dai tuoi...

nihal92 ha detto...

è quello che cercavo di spiegare ieri a cena con i miei: ormai siamo diventati quello che guardiamo il televisione, superficiali. Quella scatola si è messa in testa di rovinare il singolo per omologare tutti in uno stereopito inutile: se la mia amica si è convinta di essere obesa e che per questo non troverà mai l'anima gemella è colpa della tv; se un ragazzo si demoralizza perchè non ha i muscoli alla "vin diesel"...indovina di chi è la colpa? si hanno ormai generazioni che cerca la risposta a quello che c'è dentro di se nella tv...e quelli come me che credono ancora di poter vivere di solo cervello vengono definiti "gli alieni della società"...
scusa se mi sono "sfogata" proprio qui...a buon bisogno sarò anche uscita fuori tema...ma non m'importa...una volta tanto che qualcuno mi ascolta, voglio parlare fino allo sfinimento ;)

Marco300 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marco300 ha detto...

Innanzitutto complimenti, sei intelligente e molto matura.
Hai fatto bene a sfogarti. E ti capisco.
Alla tua età la pensavo come te. Non eravamo ancora arrivati agli eccessi di oggi, ma si intuiva che qualcosa stava cambiando (in peggio). Io lo intuivo, gli altri, probabilmente a ragione, si sono lasciati coinvolgere.
Adesso che di tempo ne è passato parecchio, e nel frattempo c’è stata la parentesi universitaria, mi rendo conto di avere pagato un prezzo troppo alto per essere rimasto me stesso.
Ne è valsa la pena? Ora risponderei di no.

PS: A proposito dell’influenza della tv sulla società potresti dare un’occhiata al geniale Videodrome di Cronemberg: è un horror molto intelligente, premonitore della società odierna.

nihal92 ha detto...

non credo che dovresti pentirti di quello che sei stato, in fondo tutti, prima o poi, trovano persone come loro, pronte a confrontarsi...devo essere sincera, io le ho trovate e ora, anche se per parecchio ho avuto problemi ad "integrarmi", sono davvero felice e fiera di me stessa. comunque grazie del consiglio, appena riuscirò a rimedirlo (cosa impossibile, visto dove abito) ti farò sapere come mi è sembrato ;)

Marco300 ha detto...

Sono contento x te!
Io sono dell'idea che non tutti trovano, purtroppo.
Ma del resto questa è la vita, trovo inutile lamentarsi. E' così e basta.

nihal92 ha detto...

ma non sei troppo giovane per essere così pessimista? anche io lo sono a volte, ma non sono mai arrivata a questi livelli ^^. comunque se ti va di sfogarti o anche solo per parlare del più e del meno, cercami; il mio indirizzo e-mail è il contatto che uso su msn ^^. a presto

Anonimo ha detto...

ottima recensione, solo una cosa è sbagliata: il protagonista non si chiama Jack.

Marco83 ha detto...

Ooops... rimedio subito! Grazie x la segnalazione, chiunque tu sia!!

Emanuele ha detto...

bè che dire di Fight Club.....non saprei come definirlo......è semplicemente un capolavoro.......ho dovuto visionarlo più volte per capire tutte le varie raffinatezze che Fincher sparge durante il percorso del protagonista Norton (i flash della figura di Tyler che appaiono durante i primi minuti del film)....questo film è sicuramente una denuncia (più che fondata e giusta) sul consumismo che oggi impera nella nostra società......il classico "tutto e subito".....non saprei dire altro su questa pellicola...il paradosso sarebbe che o vi scrivo un papiro oppure lo definisco semplicemente splendido e poetico come non mai (lo spettatore non attento probabilmente non capirà).....vi cito una frase del film che mi è piaciuta molto: "Quando soffri d'insonnia non sei mai realmente sveglio nè stai mai realmente dormendo....tutto diventa una fotocopia di una fotocopia"

Marco83 ha detto...

"i flash della figura di Tyler che appaiono durante i primi minuti del film"

sai che me li sono persi?
questo film necessita almeno di una decina di visioni...

Alessandra B. ha detto...

Questo film è stato fatto molto bene, soprattutto perchè il libro è difficile da capire. Se non avessi visto prima il film probabilmente avrei fatto molta confusione nel capire la trama e tutto ciò che ci sta dietro. Chuck Palahniuk ha colto quello che è il desiderio più profondo dell'essere umano: la libertà. La libertà di esprimere la pienezza del proprio essere, Tyler lo fa attraverso gli incontri di boxe nel Fight club. Questo film/romanzo insegna che dobbiamo vivere la vita, apprezzarla se siamo noi al comando di noi stessi; se viviamo in maniera passiva non vale neanche la pena vivere.