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venerdì 24 agosto 2007

Recensione: A history of violence


Genere: thriller

Regista: David Cronemberg

Stati Uniti 2005


La tranquilla vita di una coppia prende una piega improvvisa in seguito all'uccisione per mano del marito di due banditi che tentavano di rapinare la loro tavola calda; l'apparizione di loschi figuri che dicono di conoscere l'uomo (ma con un'altra identità) porta a pensare che forse il tranquillo marito e padre di famiglia nasconde qualcosa...



video



Ecco un film di sua maestà Cronemberg.
Non ho ancora visto molti lungometraggi di questo autore (La mosca e Spider, quest'ultimo geniale), ma grazie alla fama ed alcune letture biografiche sull'autore canadese penso di conoscerlo abbastanza bene, e quindi mi viene da pensare che questo sia un film non molto riuscito.

Il tema della doppia personalità (in questo lungometraggio parliamo più che altro di scheletri nell'armadio e di un passato che non si riesce a cancellare) è stato abusato nel corso della cinematografia, molti film hanno seguito il filone rappresentato a dir poco egregiamente da Psycho di Hitchook, e in questo film non vedo nulla di innovativo.

Un finale mesto e silenzioso può deludere lo spettatore che si aspetta chissà quale roboante colpo di scena, ma tutto sommato non mi sembra niente di così scandaloso (come ho invece letto in alcune critiche sul web).

Non è un brutto film, inteso, poi il cast è ottimo e pure in parte, però… troppo scontato, vi devo dire la verità.
Dopo la rapina e l'apparizione dei brutti ceffi (grande Ed Harris) chiunque intuisce che il protagonista Tom (Viggo "Aragorn" Mortensen) abbia qualche scheletro nell'armadio... Nel cast anche Maria Bello, che appare anche in qualche scena hot a mio avviso gratuita ma comunque (e vorrei vedere chi non è d'accordo...) godibile.

La violenza del titolo?
Sì, appare anche nel film, con sparatorie a volontà, ma niente di impressionante.

Ripeto, se volete un consiglio guardate questo film (è pur sempre una pellicola dignitosa) e recuperate Spider, un film che parla di un uomo con problemi mentali: quello sì che è un capolavoro.



Voto Finale: 7


Scheda dell' IMDb

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