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martedì 13 gennaio 2009

Recensione: Inferno in diretta



Titoli alternativi: Amazon: Savage Adventure; Cut and Run;

Straight to Hell


Genere: avventura/azione

(molto splatter)


Regista: Ruggero Deodato


Italia 1985



Una giornalista e il suo operatore

si dirigono in Guyana alla ricerca

di Tommy, figlio del direttore dell'emittente televisiva per la quale lavorano. In realtà lo scopo del loro viaggio è intervistare il colonnello Brian Horne, ex militare diventato santone di un gruppo di indigeni.







Inferno in diretta è l’opera che chiude la trilogia deodatiana

sui cannibali. Peccato che in questo film di cannibali non ci sia l’ombra… accostarlo a Ultimo Mondo Cannibale (1977) e Cannibal Holocaust (1980) è forse un errore. Questo è un dignitoso film d’avventura, di inaudita violenza sia ben chiaro, ma non è assolutamente un horror. Anche se ho deciso di inserirlo tra le recensioni horror. Perdonate la mia incoerenza.




La storia ricalca un po’ quella di CH. Una giornalista e il suo cameraman, reporter d’assalto, intraprendono un viaggio, destinazione Guyana,

per intervistare un ex militare che si è dato per morto ma in realtà è vivo

e vegeto e controlla un esercito di indios pronti a massacrare i trafficanti

di droga.




Nel frattempo conosciamo le tristi storie di Tommy e Ana,

che hanno scelto di fuggire dalle loro monotone vite per andare incontro all’avventura, ma si trovano imprigionati in un villaggio comandato

dai narcotrafficanti. I loro cammini si incontreranno con quelli

dei reporter, e dovranno unire le forze per resistere all’assalto degli indios.




In Inferno in diretta c’è un po’ di critica sociale. Forse non efficace come in CH. Le figure di Fran e Mark ricordano un po’ quelle di Alan Yates & company: sono alla ricerca della notizia più spettacolare, incuranti

di mostrare immagini crude senza alcun rispetto per le povere vittime.

Si deve girare, ad ogni costo.




E c’è pure una critica al mondo della droga: vista da questo punto la figura di Brian Horne è quasi positiva. L’ex militare, decisamente fuori di testa, ha intrapreso una personale lotta al mondo del traffico degli stupefacenti. Con ogni mezzo, senza alcuna pietà. Non so voi ma questo personaggio

mi ha un po’ ricordato il colonnello Kurz di Apocalypse Now.




Il film è diretto piuttosto bene, i luoghi esotici sono sempre suggestivi

ed affascinanti, la trama coinvolge abbastanza e il ritmo è sostenuto,

la violenza è elevata. La morale appare forse un po’ fiacca, passa di sicuro

in secondo piano rispetto all’illustre precedente.




Il cast è notevole: penso a Lisa Blount (Il Signore del Male),

Richard Bright (Il Padrino), attori di culto del genere horror come

Karen Black (La casa dei 1000 corpi), Barbara Magnolfi (Suspiria)

e Michael Berryman. Quest’ultimo porta in scena un personaggio decisamente brutale, molto più di quanto non lo fosse Pluto ne Le colline hanno gli occhi. C’è pure Luca Barbareschi in una piccola parte.




Inferno in diretta è un buon film d’avventura, garantisce un buon intrattenimento, ma voglio ribadirlo ancora una volta non ha molto

a che vedere con i due illustri cannibal movies girati da Deodato.

Un buon film d’avventura condito da un’elevata quantità di splatter.

Destinato a chi ha lo stomaco forte.



Voto: 8



Scheda dell’IMDb



6 commenti:

Aldo Moscatelli ha detto...

Credo di averlo visto nel 91 o giù di lì.
Una specie di adventure-horror, con poca tensione e certamente non memorabile. D'altronde se Deodato è passato alla storia del cinema horror per un solo film un motivo ci sarà.
Ottima recensione, comunque. E ottimo blog. In questo Paese con la smania delle fiction e dei filmetti per la tv, un appassionato di cinema horror è manna dal cielo.
Anch'io nel mio blog mi diletto con le recensioni, facci una capatina se ti interessa.
Ciao,
Aldo

Marco83 ha detto...

Benvenuto nel mio blog!
Complimenti per il tuo sito, noto che anche tu hai la passione x il cinema di genere. Non perdo tempo e lo linko subito.
Torna a trovarmi!

Aldo Moscatelli ha detto...

"Passione" è dir poco.
Seguo l'horror e i generi affini da quasi vent'anni, senza di essi la mia vita non sarebbe la stessa.
Ho letto alcune tue recensioni, ma conto di leggerle tutte col tempo.
Io comunque attendo la prossima: con cosa ci delizierai? Puoi anticiparlo?
Grazie per la visita e per il link, prometto di ricambiare non appena avrò il tempo di aggiornare la colonna di destra di OperazionePaura (il nome del blog deriva da un film di Mario Bava, autore che - mi pare - non hai mai recensito: corri ai ripari!).
Aldo

Marco83 ha detto...

Ho da parte le recensioni di Hellraiser, Hostel 2, Nightmare, Non aprite quella porta (l'originale), Para entrar a vivir e La sedia del Diavolo.
x quanto riguarda le recensioni non horror ho Battle Royale, Memento e Seven.
A te la scelta.

Aldo Moscatelli ha detto...

Non ho visto i film di Mason e Balaguerò, quindi opterei per quelli.
Però sono anche curioso di conoscere la tua opinione su "Hellraiser", film che a me non ha mai convinto per niente.

Marco83 ha detto...

Ho deciso: pubblicherò Hellraiser (che malgrado non mi abbia entusiasmato secondo me - obiettivamente - è un gran film).

Perdonami ma in questo periodo non riesco a postare più di una recensione a settimana, tra 15/20 mi giorni mi laureo, all'orizzonte ho qualche colloquio, un pò di tempo lo sottraggo al blog x dedicarlo a un nuovo sito con il quale ho iniziato una collaborazione (cinefilmnews.com).

Porta pazienza...