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mercoledì 8 ottobre 2008

Recensione: Zombie Honeymoon


Genere: horror

(medio splatter)


Regista: David Gebroe


Stati Uniti 2004



Denise e Danny, neosposi, sono in luna di miele. Danny viene aggredito

da un misterioso individuo

sulla spiaggia, e muore.

Ma si tratta di morte apparente:

Danny si risveglia.

Ma non è più il Danny di prima…





video




“Qui ci vuole un brindisi. Alla coppia più veloce d'America: nel giro di un fottuto week-end c'è stato

un matrimonio, una luna di miele, una morte

e il ritorno alla vita!”







Fino a quale punto ci si può spingere se si ama una persona?

E’ la domanda che si pone Denise.


D&D si sono appena sposati. Partono per la luna di miele, carichi di sogni, desideri, ottimismo.





Una tranquilla giornata sulla spiaggia. Danny riposa. Denise disegna.

Un disegno inquietante, forse un presagio. Così è. Dall’acqua spunta

un uomo (una scena piuttosto inquietante). Non sembra in grande salute quell’uomo. Si avventa su Danny e gli vomita un liquido addosso.

Danny muore.





Anzi no. Un attimo dopo avere constatato il decesso i medici

rimangono a bocca aperta: Danny è vivo e sta benissimo.


Oddio, benissimo.. insomma…

Qualcosa è cambiato. Dannny è inquieto. E, soprattutto, affamato.

Di carne umana.

A questo punto Denise di trova di fronte a un dilemma: aiutarlo

o abbandonarlo a sé stesso?





E’ qui che, conscia della promessa mantenuta sull’altare (in salute

e in malattia), decide di rimanere al suo fianco.

E qui entra in gioco lo splatter.


Un po’ commedia (un po’ poco…), un po’ dramma, abbastanza

(ma non troppo) horror, ZH è un film interessante.

Abbastanza diverso dagli standard. Si usa la figura dello zombie

in un contesto diverso. Il morto vivente questa volta non assedia

una casa in campagna, un centro commerciale, ma l’intimità di una coppia. Forse il regista vuole portare sullo schermo anche un po’ di riflessione sociale: il matrimonio può cambiare il rapporto di coppia? Lo fortifica?

Lo indebolisce?


Nel nostro caso la risposta è palese. Denise non abbandonerà mai Danny (bella e commovente la cena a lume di candela con Danny oramai

fuori di senno).





La storia coinvolge abbastanza. I protagonisti risultano gradevoli.

Questo ZH non si discosta molto dai canonici film dove il protagonista viene contagiato: penso a La Mosca o Un lupo mannaro americano a Londra. Il destino dei protagonisti è segnato dal momento del contagio, lo spettatore, coinvolto “emotivamente” si augura il miracolo ma…





Ecco quello che deve essere il punto di forza

del film: il coinvolgimento. Sotto questo punto

di vista ZH funziona in parte, perché non sempre l’attenzione dello spettatore è stimolata,

c’è qualche punto morto. E forse un po’

di prevedibilità: la trama in sé è interessante

(ovvero analizzare gli effetti del contagio

nel contesto matrimoniale), ma lo svolgimento

è scontato.


Consiglio questo film a chi adora contemporaneamente (quindi immagino

poche persone…) i film horror e i film romantici.

Di sicuro merita un minimo di attenzione, perché è l’ennesimo tentativo (riuscito o meno la voi la scelta, secondo me abbastanza) non di innovare

o stravolgere i canoni del genere, ma solo di raccontare in modo “diverso” una semplice storia d’amore.



PS1: il film che un uomo infuriato restituisce al commesso

di un videonoleggio è il primo lavoro del regista di ZH.


PS2: il ragazzo del videonoleggio indossa una t-shirt che omaggia

Zombi 2 di Lucio Fulci



Voto Finale: 7



Scheda dell'IMDb


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