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martedì 2 ottobre 2007

Recensione: Masters of Horror - Homecoming (Joe Dante)


Genere: horror
(poco splatter)

Regista: Joe Dante

Stati Uniti 2005


I soldati morti in Iraq risorgono dalle tombe ed esprimono un solo desiderio: andare a votare...



video



Questa volta l'horror non è "protagonista" del mediometraggio, ma è solo il veicolo tramite il quale il regista ci propone un spietata critica sulla società americana e, più specificamente, sull'operato dell’amministrazione Bush (non è mai nominato, ma...).

Il regista, per chi non lo sapesse, e a beneficio di chi non lo conoscesse, è Joe Dante, autore di pellicole di culto quali Gremlins, Piranha e L'Ululato. Si tratta di horror "ecologisti", dove non manca un accenno di critica alla società, in particolare all'invadenza dei media.

Proprio così inizia Homecoming: molte scene sono infatti ambientate in uno dei classici talk-show americani; tono umoristico, immancabile la classica tazza sulla scrivania (tipo David Letterman Show). In questo studio viene messa a nudo l'ambiguità e la falsità di molti personaggi (il prete che prima "beatifica" gli zombi poi li maledice e la scrittrice che parla parla ma non dice mai quello che pensa in realtà), e viene denunciato l'esibizionismo di questi programmi, che non esistano a sfruttare subdolamente le emozioni (i pensieri di una mamma che ha perso il figlio in guerra) per fare ascolto.

Dante poi analizza e ridicolizza una classe politica dirigente, disegnandola come un manipolo di farabutti manipolatori, in grado di alterare i risultati delle elezioni spaventati dalla possibilità di perderle, e capace di mandare migliaia di giovani a morire in guerra per una menzogna.

Cosa c'entra tutto questo con l'horror? Poco o niente, penserete. Sì, in fondo non avete tutti i torti. Però permettetemi di dire una cosa: a volte anche questo genere può essere utile per descrivere in modo non convenzionale i problemi di una società.
Il cinema non è solo finzione ma, tramite i suoi generi, le sue sfaccettature, può contribuire a rappresentare efficacemente i desideri, gli incubi, le speranze, la vita di intere generazioni.

E qui entrano in scena i soldati-zombi, i veri protagonisti di questo bel filmetto. Non sono zombi cattivi, non mangiano carne umana, hanno solo un desiderio: votare, per mandare a casa colui che li ha spediti in un territorio straniero e ostile giustificando la guerra con una menzogna. Il loro desiderio, una volta esaudito, li accompagna alla (meritata) pace eterna. Infatti, dopo avere votato, muoiono. Ma la squallida classe politica non ha intenzione di permetterglielo, e cerca di usarli e manipolarli a proprio interesse.

Un'altra grande menzogna dovrà subire il popolo americano. Ma sarà una bugia troppo grande, e scatenerà conseguenze inimmaginabili... bellissimo ed emozionante il finale.

Questo film ha qualche pecca. E’ un pò lento e logorroico, soprattutto nella prima parte, e qualche spettatore potrebbe perdersi per strada e annoiarsi. Poi, finita la visione, mi è rimasto qualche dubbio (astenersi dal leggere chi non lo ha visto).


.....


Perché il protagonista alla fine uccide la scrittrice? E cosa c'entra la storia del fratello ammazzato anni prima? Non mi pare interessi molto ai fini della storia... e poi resuscita, ma non ha niente a che fare con i morti in guerra... forse sono resuscitati tutti i morti? Boh...


.....


Difettucci a parte, questo film è davvero un lavoro pregevole e interessante perché, e ora vengo al lato positivo, COMMUOVE. Almeno nel mio caso, c'é riuscito. Soprattutto nella scena dello zombie ospitato nella tavola calda, un momento davvero toccante, e poi le parole dello zombi nero, che mette a nudo le bugie del presidente, e il bellissimo finale (che ovviamente non vi rivelo).

Scene splatter? Di sangue ne scorre davvero poco, non vedo scene disturbanti, anzi, l'unica scena che potrebbe disgustare (lo zombi mutilato nel laboratorio) è alleggerita da una buona dose di black humour (caratteristica dei lavori di Dante).

Un film politico, una sorta di Fahrenheit 9/11 in salsa zombi... da vedere. Lo consiglio davvero a tutti. Anche a chi non è appassionato del genere, perché è un film insolito che, utilizzando creature appartenenti al mondo horror, si rivolge ad un pubblico vastissimo facendo pensare e riflettere. E, ripeto, commuovere.

Mi meraviglio che sia stato mandato in onda negli USA...

Un consiglio per gli appassionati di horror & critica sociale: se vi interessa un altro titolo "politico" vi suggerisco Deathdream (in Italia conosciuto come La morte dietro la porta). Non l'ho visto, ma ho adeguate informazioni sul film, che è sulla mia lista dei "titoli da vedere assolutamente".

E' la storia di un ragazzo che torna dalla guerra in Vietnam... zombi. Il regista è il compianto Bob Clark (qualche mese fa è stato investito e ucciso insieme al figlio da un'auto pirata), autore del primo slasher della storia, Black Christmas, e commedie cult quali Porky’s I e II.



PS: Da
nte vuole omaggiare un regista che con gli zombi ha avuto a che fare... date un'occhiata qui sotto...











Voto Finale: 9


Masters of Horror: il sito ufficiale della serie

Scheda dell'IMDb


2 commenti:

Maurilio ha detto...

Bella critica al film. Non l'ho visto ma cercherò di vederlo. Comunque Dante ha fatto anche altri film di critica sociale, come "la seconda guerra civile americana", e, al limite, anche "matinèe" (uno dei miei film preferiti), sempre con uno spirito leggero da vero amante del cinema, come il Carpenter degli anni che furono.

Marco300 ha detto...

Benvenuto nel mio blog, grazie x il commento.
Di Dante ho visto solo questo Homecoming e L’Ululato.
Grazie x le segnalazioni!
Torna a trovarmi!