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venerdì 13 febbraio 2009

Recensione: Hostel - Part II



Genere: horror

(molto splatter)


Regista: Eli Roth


USA 2007



Tre ragazze soggiornano in un albergo

in Slovacchia per una vacanza, ignare di essere finite nel mirino di un’organizzazione criminale che rapisce, tortura e uccide i giovani turisti

che si recano in quel paese.




video








In fin dei conti Hostel era un buon prodotto. Come avevo sottolineato nella mia recensione il lungometraggio di Eli Roth era un simpatico giocattolone, un film con molto fumo (la campagna pubblicitaria)

e non troppo arrosto (dov’era la violenza disturbante promessa?)

girato da un regista di talento, amante appassionato del genere horror.


Roth e Tarantino sono tornati in squadra per girare il sequel.

Cosa ne è uscito fuori? Vediamolo insieme.





Hostel - Part II segue la strada tracciata dal precedente.

Un gruppo di giovani (in questo caso ragazze) si reca in un ostello

in Slovacchia per divertirsi, senza sapere che in quel paese si trova la sede

di una organizzazione criminale che rapisce i giovani vacanzieri

mettendoli alla mercè di ricchi uomini d’affari che possono sfogare

le loro perversioni più profonde.





Fino a qui tutto bene.


Vabbè, sembra identico al primo… ma qualcosa di diverso c’è.

Il film scorre su due binari.

Primo, le tre ragazze.

Secondo, trovata piuttosto interessante, rivela qualcosa di più sul modus operandi dell’organizzazione. I personaggi di Todd e Stuart ci permettono di conoscere meglio come l’Elite Hunting opera: attraverso una sorta

di aste on-line i ricconi possono aggiudicarsi ragazzi/e da torturare.

Todd è il classico uomo sicuro di sé, alla ricerca di emozioni forti, ambizioso e spregiudicato. Stuart invece è un uomo insicuro, confuso,

che si lascia coinvolgere nell’esperienza dall’amico.





Fino a qui tutto bene. Adesso arrivano i guai.


Questo film sembra il (brutto) remake del primo Hostel.

Avere introdotto i personaggi dei ricconi e mostrare come opera

l’Elite Hunting non basta a salvare un film che INGIGANTISCE i difetti

del precedente.





Primo: la stupidità. Penso alla parte iniziale, al viaggio sul treno

(omaggio al film L’ultimo treno della notte, un film che mi è stato segnalato insistentemente e che sto cercando di procurarmi).

In America non hanno una buona visione di noi. Quanti luoghi comuni.

Che banalità. Le cose non cambiano quando si arriva in Slovacchia.

Tutti brutti, sporchi e cattivi. Tranne le donne, ovviamente.

Tutte bellissime ma false, ingannatrici, pronte ad adescare gli ignari turisti

con il loro scaltro doppiogiochismo.





Secondo: lo splatter. Insisto a ribadire la mia domanda: dov’è questa violenza tanto sbandierata? Vietato ai minori di diciotto anni? Ma suvvia, faciteme ‘o piacere. Certo che la tortura della sfigatissima Lorna

è notevole, ma è l’unico momento veramente cattivo di questo film.

Non mi bastano due teste tagliate. Non mi basta un’evirazione. C’è altro? Non mi viene in mente nulla di più. Un notevole passo indietro

rispetto al precedente.





Ora penserete: a te interessa così tanto la violenza? Mah, francamente

non so cosa dirvi. Di sicuro mi piace l’horror e voglio farmi una cultura

del genere, quindi voglio vedere più film possibili. Hostel 1 e 2 promettono tanta violenza, ma le mie aspettative sono andate deluse, soprattutto in questo film.





Terzo: i bambini. Ancora loro! CHE PALLE!!!

Fastidiosissimi. La loro entrata in scena, già patetica in H1, in questo

è ancora più insulsa.





Proprio perché questi precedenti difetti c’erano già in H1, pensavo che

il buon Eli corresse ai ripari. Ma non è stato così. Certo, H2 rimane comunque un film che si lascia guardare, il ritmo è buono, ma getta ancora di più fumo negli occhi di chi all’horror è poco avvezzo.





Ammetto molto onestamente che se tutti i film horror fossero come questo cambierei immediatamente genere. Perché H2 non fa paura.

Non c’è nemmeno molta tensione. Peccato, perché quando si entra

nei sotterranei dove vengono compiute le torture si respira un’atmosfera malsana, negativa, malvagia. Ma si ferma tutto lì.





Ho trovato invece interessante la metamorfosi dei torturatori:

lo spregiudicato Todd che si pente (troppo tardi) rendendosi conto

della brutalità del suo gesto, mentre Stuart si lascia coinvolgere

dal sadico gioco (metamorfosi non molto convincente, a dire la verità).





Ho trovato piacevoli gli omaggi ai protagonisti del cinema italiano

che ha fatto sognare (Edwige Fenech) e disgustare (Monsieur Cannibal

Ruggero Deodato) generazioni.





Il finale rispecchia il punto di vista di Eli Roth sulla società odierna:

chi ha i soldi può comprare la libertà, può permettersi qualsiasi cosa;

chi è povero è destinato a crepare in silenzio.

Lungi da me approfondire questo argomento, anche perché a mio modesto parere questo non si può certamente definire un film “impegnato”.





Questi ultimi “pregi” non bastano a salvare questo prodotto

dalla mediocrità, da quel limbo dove si trovano pellicole che potrebbero avere una marcia in più ma per un motivo o per l’altro finiscono

nel dimenticatoio. Meritatamente, aggiungerei.



Voto Finale: 4



Scheda dell’IMDb



4 commenti:

Aldo Moscatelli ha detto...

"Un notevole passo indietro rispetto al precedente"??
Santo cielo, allora dovrò evitarlo come la peste!
Io ho quasi odiato il primo Hostel, filmetto che prometteva chissà cosa e poi si risolveva in una sagra di tette e culi (pure notevoli, eh!).
Se questo sequel è identico al primo... ci girerò al largo.
Anche se la mia innata tendenza a guardare qualunque horror potrebbe rivelarsi ancora una volta "letale" (e soprattutto controproducente).

Marco83 ha detto...

... questo accentua i difetti del primo. Pur innovando qualcosa, non vedo miglioramenti, anzi...
Alla larga!!!

luciano ha detto...

Io amo l'horror ma quando so di film in cui il tema portante è (di riffa o di raffa) "gente torturata" e smembramenti, lascio stare.
Comunque, il tuo sito è sempre interessantissimo.

Marco83 ha detto...

Io quando ho iniziato con l’horror ho detto che mi sarei concentrato solo sui film che trasmettevano un messaggio.
Nelle prime recensioni di film splatter esprimevo il disappunto verso quel sottogenere.
Tuttavia con il passare del tempo ho un po’ cambiato idea… i torture-movie non li evito a prescindere. Ognuno mi fa un effetto diverso.
Ho adorato un film violentissimo come A’ l’intérieur, ho trovato divertenti ma un po’ noiosi i due splatter-movies di Jacskon e sono rimasto deluso dall’evoluzione che ha preso la saga di Saw (parlo del secondo e del terzo episodio, mi sono fermato a quelli).
Anche se non la penso come te capisco il tuo disappunto verso questo genere di film. Come si dice “questione di gusti” ;-)