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mercoledì 30 luglio 2008

Recensione: The Blair Witch Project



Genere: horror
(poco splatter)


Registi: Daniel Myrick,
Eduardo Sanchez


Stati Uniti 1999



Tre studenti si inoltrano nella foresta
di Black Hills per girare un documentario
sulla strega di Blair, ma non faranno ritorno
a casa. Cosa è accaduto?




video




Si finge il ritrovamento di videocamere in un bosco dove è successo qualcosa, qualcosa di terribile. Che cosa? Non interessa né agli autori
né agli spettatori. Quel che conta è il clima, l'atmosfera.

È come vendere al prezzo di un Van Gogh una cornice.


Mymovies.it



TBWP è un esperimento in parte riuscito che solletica la morbosa curiosita' dello spettatore e deve a un'idea intelligente
e ad una promozione astuta e un po' fedifraga la sua fortuna.


Luca Baroncini (Spietati.it)



Daniel Myrick e Eduardo Sanchez non sono altro che delle oramai ricche e famose braccia rubate all'agricoltura.


Andrea Carpentieri (Spietati.it)



Dopo la visione del suddetto, l'impressione è quella che ci si trovi davanti ad un buon prodotto, ma niente di così sconvolgente e definitivo.


Matteo Catoni (Spietati.it)



Si ha voglia di avere paura ma non si è messi nelle condizioni per averne, si aspetta un'apparizione che sappiamo non apparirà mai,
si segue una vicenda incerta certi di come andrà a finire
e si cercano "sorprese" che non andrebbero "cercate" per definizione.
C'è da scommettere che in condizioni diverse, con meno aspettative
e meno consapevoli di quello che ci attende, il film dei due furbacchioni farebbe un altro effetto, ma così come stanno le cose è solo possibile intuire cosa avrebbe potuto essere.


Gianluca Pelleschi (Spietati.it)



Qualche sequenza d'effetto si perde nella monotonia, tanto rumore
per nulla ottiene solo la benevolenza da riservare ai dilettanti.


Niccolò Rangoni (Spietati.it)





Nell’ottobre del 1994 tre studenti videoamatori scomparvero in un bosco

nei pressi di Burkittsville, nel Maryland,

mentre stavano girando un documentario.

Un anno dopo il loro filmato è stato ritrovato.





Dovevo colmare questa lacuna. Questo mi mancava.
Il trailer mi aveva fatto impazzire. Malgrado anni fa non fossi granché patito di horror, devo ammettere che queste leggende metropolitane
mi hanno sempre affascinato.
Insomma, in parole povere: ci ero cascato anch’io.
Ma cause di forza maggiore mi avevano impedito di andare al cinema
a vederlo: ero a letto bloccato con una gamba ingessata
(frattura scomposta della tibia). Tutto ciò non mi ha impedito
di documentarmi e di seguire i vari speciali (pubblicità ad hoc)
dedicati alla leggenda della strega di Blair.


TBWP si può definire un’abilissima operazione commerciale. Ha più di qualcosa in comune con Cannibal Holocaust. L’idea è più o meno la stessa.
Delle pellicole contenenti materiale sconvolgente e “disturbante” vengono ritrovate e date in pasto al pubblico.





TBWP ha incassato una cifra stratosferica se confrontata con gli irrisori costi di produzione. Un successo meritato? La critica lo ha osannato,
il pubblico si è diviso a metà.
Vediamo di riordinare le idee e di trovare i pro e i contro di questo film.


Ci sono diversi tipi di film. Ci sono i film fatti per riflettere.
Ci sono i film realizzati per intrattenere, distrarre, niente di più.
Ci sono i film nei quali bisogna immedesimarsi nei protagonisti
per apprezzare il lavoro del regista. TBWP è uno di questi.
Infatti per godere appieno della visione bisogna entrare nel vivo
della storia e lasciarsi coinvolgere dalla narrazione.
Se non c’è il fattore “immedesimazione” meglio lasciar perdere.
Del resto la vicenda narrata è assolutamente credibile, l’idea di girare
un documentario amatoriale tra i boschi è alla portata di tutti.





Si parte con le interviste alle persone del luogo. Le domande riguardano
la leggenda della strega di Blair. In seguito i protagonisti si incamminano
per i boschi.
Questa parte forse è un pò lunga e pesante, ma è necessaria per introdurre lo spettatore nella vicenda. Il problema principale è che la noia si protrae per tutto il prosieguo del film…





Uno dei film più terrificanti della storia del cinema”… ma per favore.
Va dato atto ai registi di avere estratto dal cilindro più di un coniglio.
In parole povere: alcune scene sono fantastiche.
Ad esempio le strane figure create utilizzando i rami degli alberi,
la scomparsa di Joshua, il macabro ritrovamento (non vi dico di cosa,
perché non l’ho capito) da parte di Heather, il disperato messaggio
di Heather nella tenda, e dulcis in fundo la sequenza finale,
decisamente angosciante.





Il problema di questo film è che suggerisce e basta.
Ma suggerisce troppo poco.
Ma paradossalmente è proprio questo il suo pregio più grande.
Sembra un controsenso quello che sto dicendo ma è così.
Quello che voglio spiegare (anche se con questi giochi di parole forse
mi sto contorcendo su me stesso) è che questo film si avvicina davvero
alla REALTA’, come poche volte è accaduto in un horror.
Quindi i registi seminano pochi indizi e il resto lo fa l’immaginazione
dello spettatore.





E’ per questo che come dicevo poc’anzi le scene cult ci sono ma sono davvero poche, e tutto il resto è noia (no, non ho detto gioia), banalità,
una serie di sbadigli interminabile.
Ma tutto è dannatamente reale e credibile. Ed è questo che può spaventare (se nel frattempo non vi siete addormentati).




Conoscendo già dall'inizio la trama ci si aspetta, da un momento all'altro, che qualcosa di veramente spaventoso accada, in questo bosco infestato: ma non sarà così. Tutto accade, nel senso che uno ad uno i personaggi seguiranno il loro triste destino, ma lo stile utilizzato, del far intuire
più che vedere, alla lunga non regge molto bene.
I momenti di vera angoscia sono scarsi e non si ha mai quel vero sussulto di terrore; c'è un'ansia diffusa che pervade lo spettatore di questo film, ma niente di più.

Si ha come l'impressione che più che un'opera dell'orrore
TBWP
sia un viaggio nella psicologia umana, alla costante ricerca
degli scompensi che possono catturare l'uomo, allorché si ritrovi
in contesti non molto ortodossi.

Se il film è letto in questa chiave risulta sicuramente riuscito,
e la sua realizzazione incontestabile, con un'escalation emotiva
che coinvolge gli interpreti credibile ed avvincente.


Sottoscrivo pienamente le parole di Matteo Catoni (Spietati.it).
Il pregio del film (l’assoluto realismo) è anche il suo limite!


Va dato atto ai tre protagonisti di risultare molto credibili, soprattutto nelle scene di panico.




Voglio ripetere ancora una volta un concetto fondamentale a chi leggendo la recensione è venuta la tentazione di guardarlo: per apprezzare
questo film bisogna entrarci dentro, viverlo in prima persona.


Io ci ho provato, e sono rimasto piuttosto soddisfatto. Sbadigli a parte.



Voto Finale: 8



Scheda dell'IMDb



5 commenti:

Deneil ha detto...

lo vidi alla sua uscita al cinema...mi sembrano passati secoli!all'epoca (eccerto avevo 13 anni!!!) mi spaventò non poco...ora son sicuro che farebbe un altro effetto..lo dovrei rivedere!
stupenda la citazione califanesca!

Marco300 ha detto...

in effetti se l'avessi visto al cinema me la sarei fatta sotto... ah beata ingenuità...

kikkispini ha detto...

..non so se questo film non mi è piaciuto perchè l'ho visto in casa sul divano..o perchè forse mi aspettavo troppo, e non è successo niente..o forse perchè semplicemente non sono riuscita ad immedesimarmi più di tanto, e mi son fatta sopraffare dalla noia..no, non gli avrei dato un 8..forse un 6 per l'originalità nello stile narrativo, e per l'idea..ma per il resto è stato un film deludente..eppure, i boschi sono uno dei contesti più terrificanti che io possa immaginare..ma qui la cosa non è stata, secondo me, sfruttata nel modo ottimale. peccato!

Marco83 ha detto...

Anche io l'ho visto sul divano!!! Ehm certo che è tutto un altro effetto, poi come ho scritto nella recensione quell'anno TBWP era diventato un vero e proprio fenomeno di massa... sono sicuro che avremmo dato un altro giudizio!

PS: io sono circondato da boschi... e un anno fa ho girato una mia versione di questo film XD che ho fatto girare tra i miei amici ihihh

kikkispini ha detto...

veramente??? ma sei un genio!! voglio vederla assolutamente! sono sicura che è meglio della versione originale!!!!

p.s. io adoro i boschi, ci passerei le ore..ma allo stesso tempo, subisco il fascino tetro che esercitano..una volta, un amico, per scherzo, mi ci mollò in mezzo, all'imbrunire..poi si nascose dietro un cespuglio, e mentre io arrivavo correndo, disperata, terrorizzata, col fiatone..saltò fuori ululando come un lupo mannaro..
se non mi è venuto un infarto allora, è solo perchè ero giovane e sana! (in compenso, lui ha preso una riga di botte mai vista!!!)