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domenica 25 novembre 2007

Recensione: Videodrome


Genere: horror
(medio splatter)


Regista: David Cronemberg


Canada 1982




Il direttore di una piccola televisione
che trasmette film di serie B è alla ricerca
di qualcosa di estremo per scioccare
il suo pubblico ed auemtare l'audience.
Il canale Videodrome sarà per lui un'ottima fonte di ispirazione,
ma segnerà anche la sua rovina.








La Televisione è la realtà,

e la realtà è meno della Televisione


Morte a Videodrome,

gloria e vita alla nuova carne




Che spettacolo.



Se dovessi riassume l’esperienza in una parola,
non mi viene in mente altro.
Questo è un film fatto apposta per mandare
in estasi il vero appassionato dell’horror;
il senso di appagamento che si raggiunge
dopo aver visto il lavoro di Cronemberg
è ai massimi livelli.


Devo subito mettere in chiaro una cosa: non è un horror dai ritmi alti, con splatterosi spargimenti
di sangue, maschere da hockey, motoseghe, zombi, allegri chirurghi… ma è un lungometraggio
che consiglio anche a chi è appassionato del sano
splatter
(qualche scena interessante comunque c’è), perché chi ama il genere horror non può perdersi questo film.


Perché tutti questi complimenti?


Da dove cominciare… parliamo del protagonista? L’attore che interpreta Max è James Woods (già Max in C’era una volta in America),
e sulla sua interpretazione isterica trovo solo pregi, e nessun difetto.


Questo film vuole farci un poco riflettere. Perché anche allo spettatore viene spontaneo porgersi qualche domanda.
Cos’è Videodrome? E’ una cosa buona?
O cattiva? Ma esiste? O è un’invenzione
del protagonista?
Il genio di Cronemberg sta nel non dare risposte, nel lasciare sbigottito e sconvolto lo spettatore: ognuno può farsi un’idea,
e alla fine rimane dubbioso.
Il finale del film… non è un finale!
Lascia mille porte aperte, e lo spettatore
in sospeso… è davvero un nuovo inizio…


Facciamo un po’ di chiarezza sulla trama.


Innanzitutto cos’è Videodrome?
E’ un canale TV che trasmette violenza 24h su 24. Il palinsesto prevede la messa in onda dei famigerati
snuff-movies, ovvero film dove si assiste esclusivamente a scene
di violenza estrema, torture e omicidi.
La caratteristica di questi film che li contraddistingue dagli altri prodotti
è la veridicità delle scene: ciò che si vede
sullo schermo non è finzione, le persone protagoniste muoiono davvero.
Queste pellicole hanno un fascino perverso, lo stesso fascino che,
per tornare al film, colpisce Max, ambizioso proprietario
di una piccola rete TV.


E’ stanco di trasmettere i soliti film
di serie B, dove violenza e sesso sono elementi preponderanti, è alla ricerca
di qualcosa ancora più estremo,
di qualcosa mai visto prima.
Il canale Videodrome fa per lui.


Ma non è così facile contattare i proprietari del canale… per Max è ora
di rimboccarsi le maniche e indagare su questa emittente pirata:
dei proprietari sembra non esservi traccia… ma saranno loro a farsi vivi.


Cronemberg ci porta a riflettere sull’influsso
dei media, più particolare della TV,
sulle menti umane: la Tv rappresenta la realtà?
La TV
è la realtà? O forse la Tv è più reale
della realtà?!? (mi sento Marzullo…).


Videodrome provoca allucinazioni,
visioni prodotte da una massa tumorale che si viene a creare nel cervello dopo avere assistito anche solo qualche minuto della programmazione del canale.
Max è vittima di queste visioni,
la sua percezione della realtà
va a farsi benedire, è oramai impossibile per lui distinguere le allucinazioni da ciò che è reale e concreto.


Ma la mutazione non è solo psicologica:
persino il corpo, la “nuova carne” muta, con la comparsa di strane aperture sull’addome e la fusione tra metallo (una pistola) e la carne (come in
Tetsuo).


Non è un film ultrasplatter. Ma alcune scene (la “mutazione” del capo di Videodrome
è impressionante, e l’apertura che compare sull’addome di Max) lasciano davvero
il segno. Genio puro.
Per non parlare poi del senso di fastidio,
di allucinazione, di pessimismo:
Videodrome in questo senso è un pugno nello stomaco.


Pensierino finale: questo film prevede
che nel futuro la società sarà una massa
di "automi" senza volontà controllati psicologicamente dalla TV.
Se pensiamo che
Videodrome è stato girato nel 1982, in conclusione possiamo dire che Cronemberg ci ha visto davvero bene.


Purtroppo.


Troooppo avanti.



Foto Finale: 10 e lode



Scheda dell'IMDb


5 commenti:

Deneil ha detto...

az devo ancora vederlo!uno dei pochi cronenberg che mi manca ma so già che si tratta di un gran film!buona analisi anche se non sono molto d'accordo sulla frase finale..la tv sta cambiando in questi ultimi tempi..oggi è la rete a rendere prigioniere le persone..ed è ancora peggio perchè ci si crede liberi ma stiamo sempre più stretti in questa rete che qualcuno, purtroppo, prende come nuova casa in tutti i sensi.c'è gente che vive sulla rete e ci sono persone che sulla rete credono di aver il massimo della libertà possibile, dove tutti sono liberi di navigare senza alcun pregiudizio (certo siam tutti uguali..che bello...) e capaci di avere le notizie dalla fonte originaria (non ci si rende conto che nella maggior parte dei casi la pluralità d'informazione non è=alla verità.)
insomma non la tv ma la rete..chissà se cronenberg un giorno ci farà qualcosa..lo sai che il 99%dei contenuti del web si ricollega al porno e nell'1%rimanente molte cose sono completamente inutili?

Marco300 ha detto...

Bentornato!
Devi assolutamente vedere questo film, non puoi perderlo per nessun motivo!!!
Rispetto la tua opinione, e in parte sono d'accordo.
Le percentuali che hai indicato sono mostruose, come l'hai saputo?
E' vero che il web dà (o illude) di regalare libertà assoluta, comunque io lo preferisco alla TV.
E sai perché?
Perché quando guardo un telegiornale le informazioni mi vengono catapultate addosso, senza che io possa ribattere (le poche volte che mi capita di guardare Studio Aperto vi viene anche voglia di spaccare il televisore). Perlomeno sul web hai la possibilità di ascoltare più voci, e poterne dibattere.
Comunque è vero che anche il web non è immacolato...
A proposito dell'avvento di Internet ne ho parlato nella recensione di Pulse (l'originale, bada bene!).
Ciao

Anonimo ha detto...

Tornerò ancora su questo blog.
Videodrome lo predico da anni e anni: un po' Dick un po' Barker un po' Mc Luhan, è un film geniale (con Brood, il Cronenberg che di gran lunga preferisco). Io mi occupo di varie cose (soprattutto romanzi per ragazzi, ne ho pubblicati una decina) e negli incontri con le scuole parliamo spesso di televisione e dell'invasività della pubblicità. Videodrome lo cito sempre ma purtroppo lo conoscono quattro gatti: è un'opera che disturba, per nulla gradevole, lontana anni luce dagli horrorini per pubblici popcornizzati.
Un salutone. E mi sa che stasera lo riguardo. E cercherò (per l'ennesima volta) di convincere mia moglie a vederlo (s'è sempre rifiutata: a lei l'horror non piace)http://lucianoidefix.typepad.com/

Marco300 ha detto...

Benvenuto nel mio blog, Luciano, e grazie per il commento.
Su Videodrome siamo sulla stessa lunghezza d'onda, è un film geniale, sicuramente non facile, un film premonitore della società odierna.
Torna a trovarmi!

Giacometto ha detto...

uno dei meglio film di sempre. Parere più che condiviso!