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giovedì 13 settembre 2007

Recensione: Il Corvo 3 - Salvation


Titolo originale: The Crow - Salvation

Genere: thriller drammatico

Regista: Bhrat Nalluri

Stati Uniti 2000


Accusato ingiustamente dell'omicidio della sua ragazza, Alex Corvis è condannato a morte sulla sedia elettrica. Ma gli viene concessa un'opportunità: indagare sulla morte di Lauren con l'aiuto della sorella di lei Erin per scoprire il responsabile dell’omicidio.



video



Ecco a voi il terzo episodio della saga del Corvo, film di culto degli anni '90 divenuto famoso anche grazie (e aggiungo doverosamente purtroppo) alla morte del protagonista Brandon Lee.

Questo film è una delle pellicole che ho visto di più in tutta la mia vita. Perché? Mah, forse perché su Sky viene proposta regolarmente da anni, forse perché questo film mi piace davvero e non mi stanco mai di guardarlo.

Vi devo doverosamente informare che non ho visto la pellicola originale, quindi il mio voto da critico non può essere molto alto, perché sono sempre convinto che la pellicola che inizia una saga (proprio per l'originalità dell'idea) sia la migliore. E le opinioni lette su Internet mi hanno dato ragione. Il primo è ottimo, il secondo (che non ho visto) è pessimo, il terzo è soddisfacente.

Veniamo dunque al film e ai protagonisti. L'ambiente dark e la colonna sonora sono il punto forte della pellicola, a mio avviso, perché coinvolgono lo spettatore e lo introducono in una città sporca, violenta, in una società corrotta e malata, dove i soprusi calpestano l'innocenza.

I protagonisti, Eric Mabius e Kirsten Dunst, mi paiono convincenti, così come i cattivi (davvero antipatici e odiosi). Un pò stereotipati, ma pazienza.

Quello che affascina e fa appassionare lo spettatore, a mio modesto parere, é la sfortunata storia d'amore tra i due protagonisti, una storia d'amore che va al di là della morte; altro punto di forza è senza alcun dubbio la possibilità di ottenere giustizia tramite la vendetta.
La voglia di vendetta coinvolge lo spettatore che si immedesima nello sfortunato protagonista, e lo appoggia pienamente nel soddisfare la sete di sangue che lo porta a uccidere i colpevoli dell'omicidio della sua ragazza.

Resta poco altro da dire, la vendetta si compie e tutti vissero felici e contenti. Ecco, questo sì che purtroppo non accade nella realtà (accendete la TV e ascoltate un qualsiasi telegiornale, i colpevoli rimangono troppo spesso impuniti), ma non voglio andare oltre, stiamo pur sempre parlando di un film, e questo non è un blog che parla di sociologia.

Metto questo tra i film preferiti in assoluto: onestamente riconosco che non è un capolavoro, ma confesso che potrei rivederlo all'infinito, è un film che non mi stanca mai. Il primo a quanto pare è irraggiungibile. Questo è un discreto prodotto. Comunque pienamente sufficiente.


Voto Finale: 7


Scheda dell'IMDb

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