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martedì 23 ottobre 2007

Politici, giù le mani dai nostri blog!!!


Aprendo la casella di posta elettronica mi è arrivata una mail firmata Andrea G. Colombo, uno dei responsabili del sito Horror.it e della rivista Horror Mania.

Proprio oggi pomeriggio l'amico Grande Boh mi invita a prendere conoscenza di un problema.

Ma qua non si tratta di Horror o cinema o finzione.

A quanto pare una legge potrebbe colpire la blogosfera, una legge che definire ingiusta sarebbe a dir poco riduttivo; insomma, in questo paese allo sfascio ci manca solo una legge che ci impedisca di esprimere le nostre opinioni sui temi che più ci interessano, dibattendone con altri appassionati. L'unica vera fonte libera di informazioni, la blogosfera, è a rischio.

Per informazioni vi indico il link dell’articolo (http://www.horror.it), che comunque riporto nella versione integrale qui sotto, e altri link che trattano di questo argomento.


http://www.civile.it/news/visual.php?num=45712

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327&p=1

http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr.html


Non stiamo con le mani in mano, diffondiamo questa notizia sui nostri blog, respingiamo questo ingiusto attacco alla nostra libertà di parola.


GIU’ LE MANI DAL WEB!!!!!


Questo mio intervento esula dal nostro solito ambito di interesse e leggendolo capirete il motivo per cui mi sto occupando di qualcosa che non ha direttamente a che fare con l'horror, ma è comunque orribile. Una nefandezza degna di un Hostel 3. Era già con un precedente governo che una normativa riguardante Internet creasse del panico nel popolo del web, ma quello che l'attuale governo ci sta per preparare è una di quelle polpette avvelenate che rischiano davvero di provocare un disastro e - come spesso accade in Italia - affossare quel piccolo spazio di libertà e iniziativa personale che ancora ci rimane, vale a dire la rete e i siti web di informazione libera. Una cosa che riguarda tutti, dal grande sito di informazione al piccolo blog personale, perchè pare che la nuova legge sull'editoria obblighi tutti i siti e i blog a diventare testate giornalistiche, con tutto quello che questo comporterà.

Se state pensando che questa sia una follia bella e buona, non state andando molto lontani dalla realtà. Solo che la realtà è peggiore di quanto state immaginando perché il disegno di legge sull'editoria presentato il 3 agosto 2007 dal Governo (così come segnalato da Valentino Spataro su Civile.it) e approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 ottobre, sostanzialmente peggiora la precedente normativa, obbligando di fatto migliaia di siti web a diventare testate giornalistiche anche se sono senza scopo di lucro.

Cosa dice infatti il decreto legge? Una cosa sostanzialmente ASSURDA:

Art. 2 (Definizione del prodotto editoriale)
1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Quindi, il primo passo della legge quale è? Visto che vogliamo incastrare tutti quanti, mettergli il guinzaglio e farli pagare, noi ci inventiamo una definizione di prodotto editoriale che sostanzialmente metta dentro tutto. Ma proprio tutto quanto, eh! Non lasciamo indietro niente, ragazzi, impegniamoci e scriviamo una cosa che coinvolga tutto. Divulgazione, intrattenimento e informazione, in qualsiasi forma e su qualsiasi mezzo. Non occorre essere avvocati per capire come messa così, questa norma abbia un potere deflagrante altamente distruttivo che l'atomica di Hiroshima pare un petardo.

Se fino a oggi, qualcuno si era salvato non mancando di segnalare nel proprio sito come quello non costituisse testata giornalistica (una delle assurdità che solo noi italiani impariamo a utilizzare, perché svezzati sin da piccoli a muoverci tra le piccinerie della nostra paradossale burocrazia), da oggi anche gli ultimi "resistenti" rischiano di dover capitolare, perché il disegno di legge non fa distinzione tra siti a scopo di lucro o no-profit!

Art. 5 (Esercizio dell’attività editoriale)
1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.

Et voilà! La polpetta avvelenata è servita coi complimenti dello chef, che intanto è di là in cucina con le lacrime agli occhi dal ridere all'idea delle nostre facce!
Vi rendete conto di cosa stiamo parlando?
Con l'Art.5 anche i siti svolti "in forma non imprenditoriale" per finalità "non lucrative" vengono equiparati al sito del Corriere della Sera o Repubblica. Come a dire: anche se mantieni il tuo sito solo per passione, noi ti riteniamo un prodotto editoriale al pari di un quotidiano nazionale, con tanto di contributi statali e raccolta pubblicitaria solo che tu non becchi né gli uni né gli altri... però ci paghi le tasse.
Favoloso. Standing ovation.
E' una mossa che non esito a definire delirante perché l'effetto prodotto ha in sè qualcosa di paradossale, dato che obbligherebbe anche il sito web di un dodicenne che scrive dei suoi videogame preferiti, a registrarsi e sottoporsi alla normativa vigente, vale a dire registrarsi al Registro degli Operatori, lo stesso al quale sono tenuti a registrarsi le testate pubblicate dagli Editori professionali.

Quindi al Registro vedrete idealmente al fianco della RCS con Il Corriere della Sera, anche Filippo De Filippi, col suo blog sui videogame Filippo's Planet. Il piccolo Filippo, se non vorrà incappare nei rigori della legge, dovrà chiedere al papà di sbrigare la burocrazia, pagare la tassa prevista e stare bene attento a come si comporta. Ma non è finita qui, perché il peggio deve ancora arrivare. Supponiamo che il piccolo Filippo - dopo ore di piagnistei e di litigi tali che anche un Santo alla fine avrebbe ceduto - abbia convinto suo padre a farsi ore di coda per chiedere informazioni, compilare le kilate di moduli a e pagare tutto quello che va pagato (tanto sempre qui si va a parare in Italia: è impensabile che lo Stato non metta le mani su appetibili fonti di tassazione): da oggi, il dodicenne Filippo, grazie a un altro articolo della legge, dovrebbe diventare direttamente responsabile di ogni cosa sia pubblicata sul suo sito... Quindi gli eventuali commenti e forum presenti sul suo sito o blog potrebbero procurargli un sacco di guai.

Art. 7
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

Se infatti qualcuno a commento del suo pezzo: The World of Pincopallo è una figata pazzesca, commentasse: Non è vero, TWOP è una cagata immonda, e uno dei produttori di TWOP passasse per caso da quel sito e se ne avesse a male decidendo di sporgere querela per diffamazione, non è più l'autore del commento a rispondere delle sue parole, bensì il povero Filippo, che ha autorizzato la pubblicazione!

Una norma tanto subdola quanto efficace: controllando i controllori, in un nanosecondo metti il bavaglio a tutti. Rendendo responsabile Beppe Grillo dei commenti pubblicati sul suo blog, lo obblighi a chiudere i commenti, o a filtrarli tutti, chiedendoti cosa potrebbe tirarti addosso una causa civile e cosa no. E anche se Beppe non avrà grosse difficoltà a registrare il proprio Blog e magari a pagare qualcuno per filtrare i commenti più intemperanti, come farà il piccolo Filippo di cui sopra?

Molto semplice: non farà.

Oppure farà, ma con terrore. Quindi invece che spingere questo ragazzo magari verso una carriera di giornalista o autore di Videogame, l'unica cosa che sappiamo insegnargli è di avere paura. Di stare molto attento a quello che fa, a pensare subito a che legge potrebbe infrangere. A dodici anni. Perché vedete, questa non è una legge fatta per colpire i grandi: chi ha le spalle larghe, è già a posto. Questa legge colpisce tutti voi. Il piccolo blogger, il gestore di un forum, di un sito di cinema o letteratura amatoriali.
Poi chiediamoci perché questa è una nazione dalla quale i cervelli emigrano, che non si rinnova, che non progredisce. Meglio che stia zitto... Hai visto mai che stia infrangendo qualche normativa?
Questa legge (che temo possa pure essere vagamente incostituzionale, ma non sono abbastanza ferrato in materia per poterlo affermare con sicurezza) è tremendamente liberticida, ci priva di un diritto fondamentale che è la libertà di parola, già peraltro comunque sottoposta alle giuste regolamentazioni. La responsabilità penale è personale, come mi ha rammentato un caro amico.
Io oggi non posso comunque scrivere su queste pagine che TIZIO E' UN IMBECILLE perché potrei essere querelato per questo. E così ogni blogger italiano. Quindi perché questa assurdità?

Tasse e controllo.


Solo questo mi viene in mente. Voglia di nuove tasse e ulteriore controllo sulle nostre vite. E' accettabile tutto questo? Non penso proprio. Quindi ho solo un consiglio: fate girare la voce. Mandate il link di questa pagina a tutti i vostri amici e chiedete di leggere e poi fare altrettanto. Segnalate anche i link che vi incollo qui sotto. Fatevi sentire ragazzi. Perché se non lo fate adesso, probabilmente non ne avrete più occasione domani...


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Bussisotto:
il fatto è che non ne sono affatto sorpreso, purtroppo aggiungo.
Rientra nel concetto della LIBERTA' DI PAROLA, giusto?
A questo punto chiudiamo tutte le radio, non pubblichiamo + musica e libri, diciamo addio alla televisione.
Grillo ha smosso le acque, è inutile dirlo, ma qui si sta raggiungendo il ridicolo.

Marco300 ha detto...

Dire addio a certa televisione (DeFilippi, Studio Aperto, Buona Domenica, reality vari) non sarebbe neanche tanto nocivo... ma i blog non ce li devono toccare!!!
Comunque da quello che sto leggendo l'allarme dovrebbe rientrare, il passaparola ha dato i suoi effetti e penso che abbiano capito l'errore.
Tiriamo un sospiro di sollievo...

Anonimo ha detto...

Bussisotto:

certo, privarci dei reality non sarebbe un dolore per carità...però ledere la libertà di esprimere un giudizio è molto grave, soprattutto nel ventunesimo secolo...

Marco300 ha detto...

Ma alcuni politicanti (come dice il simpatico Grillo) mica si sono accorti che siamo nel 21° secolo!!!
E poi il web è l'unica fonte di informazione pura e libera, per questo dà fastidio!
Per fortuna questa volta l'abbiamo scampata, ma credo che in futuro nuovi attacchi minacceranno il nostro mondo dei blog...

Marco300 ha detto...

Occhio: siamo ancora in pericolo! Leggete qui

http://sergioberto.blog.tiscali.it//SE_NON_E__ZUPPA___E__PAN_BAGNATO_1815914.shtml