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mercoledì 10 settembre 2008

Recensione: À l'intérieur




Attenzione: alcuni dei contenuti
di questa pagina potrebbero disturbare
la sensibilità di chi legge.



Genere: horror
(maxi splatter)


Registi: Alexandre Bustillo, Julien Maury


Francia 2007



Sarah, rimasta da poco vedova,
è incinta, e attende il momento
del parto da sola in casa.
La notte di Natale una donna misteriosa si presenta a casa sua. Per Sarah sarà l’inizio
di un incubo: la donna è disposta
a tutto per avere il bambino
che Sarah porta in grembo.







Ouvre-moi ta porte... que je t'ouvre le ventre




È stato presentato alla Settimana Internazionale della Critica
al Festival di Cannes 2007, provocando una reazione estrema
nella giuria, che ha lasciato la sala a metà proiezione,
mentre la critica cinematografica si è divisa tra buone recensioni
e critiche negative rivolte soprattutto alle molte sequenze scioccanti
di violenza.

Wikipedia.it



Il film regge, almeno visivamente; certo il plot è semplicistico
e anche un tantino inconsistente, ma la rappresentazione
ad un certo punto prende possesso dell'intera operazione,
e allo spettatore non importa neanche più di sapere perchè quella donna voglia fare una cosa così terribile, chi guarda alla fine vuole solo sapere se ce la farà.

Centraldocinema.it



À l'intérieur è un film di cui si parlerà a lungo nel bene e nel male:
verrà preso come modello per i giovani registi che vogliono affacciarsi
al mondo dell'horror, ma verrà anche duramente contestato.
Da vedere assolutamente, magari a stomaco vuoto.

Hellofthelivingdead.com



Mettere a repentaglio la sicurezza di un indifeso nascituro
tocca i nervi scoperti dell’animo umano. La stessa idea della vita
che sta per nascere è sempre stata un tabù e il rispetto o meno per essa
crea continui dibattiti. Unire un altissimo tasso di violenza e splatter,
il tutto con al centro una creatura nella sua placenta è una formula
perfetta per richiamare l’attenzione su un soggetto che non ha pressoché nulla di originale, dato che si rifà al tipico assedio contemplato in miriadi di pellicole vecchie o nuove che siano.

Splattercontainer.com



Da noi è inedito. Forse tra qualche anno farà una fugace apparizione
tra gli scaffali dei videonoleggi per cadere subito nel dimenticatoio.
E magari è anche giusto così: se un film del genere uscisse da noi scatenerebbe minimo tre o quattro family day.

.....
Bustillo e Maury mantengono ciò che promettono: superano ogni limite consentito per approdare direttamente all'oltraggio.
Anzi, oltrepassano la nozione stessa di oltraggioso e ti sbattono in faccia l'insostenibile. Erano anni che nel cinema occidentale (non amatoriale) non si assisteva ad una tale esplosione di brutalità, esibita senza freni inibitori di fronte al povero spettatore ignaro, che si aspetta di vedere
il solito torture movie e invece ha a che fare con un oggetto inaudito, viscido e ripugnante e tuttavia dotato di una gelida bellezza,
tale da obbligarlo a non distogliere mai lo sguardo,
anche quando il suo stomaco implora di fare il contrario.

.....
I due registi sono consapevoli di agire, sostanzialmente, sul nulla.
À l'intérieur si basa su una sceneggiatura molto esile, quasi inesistente,
che con ogni probabilità è stata scritta su un fazzoletto di carta.
Smarrito poi durante le riprese. Ma Bustillo e Maury non sembrano porsi il problema della scarsa originalità della trama; sono consapevoli
del fatto che, oggi, è difficilissimo dire qualcosa di nuovo in un genere
sempre più atrofizzato e avvolto su se stesso come l'horror
e non hanno alcuna pretesa di essere innovatori; hanno ben chiari
i loro riferimenti e non si vergognano di mostrarli.

.....
Semplice macelleria per nascondere un imbarazzante vuoto di idee?
È abbastanza lecito supporre che non sia così. Gli ettolitri di emoglobina disseminati per tutto il film sono solo l'aspetto più evidente e superficiale del lavoro svolto dai due registi francesi. Il pregio maggiore
di À l'intérieur non è infatti l'abbondante presenza di gore,
ma il suo impatto emotivo, che è assolutamente devastante e dovuto soprattutto al modo in cui la carneficina è messa in scena.
Allo stile, insomma.

.....
Resta una profonda gratitudine nei confronti di questa coppia di registi, che hanno firmato un'opera coraggiosa, sincera e in grado di spaventare e restare impressa nella mente. Si parlerà a lungo di questo film.
Anzi, già se ne parla dappertutto. Tranne che in Italia, ovviamente.

Filmscoop.it



“Questo film SPACCA!!!”

.....
“SCONSIGLIATO ALLE DONNE IN GRAVIDANZA!!!”

.....
“Alcune delle scene splatter (elemento sul quale il film si concentra
e sul quale va valutato) sono così ben realizzate che hanno in sé
un certo fascino macabro che quasi ti costringe a guardare l'orrore
che la protagonista si vede subire.”

.....
“Malato, perfido, veramente straziante. Sangue che scorre a fiumi.
Film sadico, che ti lascia di stucco. Una vera sorpresa.
Girato ottimamente, buone le interpretazioni, ma quello che lascia sbalorditi è la realizzazione. Gli effetti sono creati benissimo,
molto realistici.
Un film da non vedere dopo pasto, perchè le sevizie
su una donna incinta non sono molto facili ma mandare giù.

Un film nero quanto la sua co-protagonista ma non totalmente nichilista.
Affiora un barlume di speranza nella narrazione, una propensione
alla vita per dare la vita.
Un film crudo ma con una sua morale e una sua intrinseca riflessione.

Un film che lascia totalmente basiti.
Consigliato, per sensazioni forti”

alcuni commenti su Filmscoop.it




Come avrete intuito il mio percorso nell’esplorazione del cinema dell’orrore ha intrapreso una strada piuttosto ben definita:
sono alla ricerca di film poco pubblicizzati da scoprire e, umilmente,
contribuire a pubblicizzare/rivalutare.
Questo non significa che disdegni i filmoni americani o i grandi classici,
ma sono alla ricerca di qualcosa di diverso. Alla ricerca della genialità
e della follia. Alla ricerca di qualcosa che mi dia una scossa,
una sensazione di shock.

In giro ci sono titoli che dovrebbero fare al caso mio (parlo del cinema underground, ma non farò nomi), ma credo di non essere poi così interessato a quel tipo di ultraviolenza.
Voglio una storia che mi colpisca al cuore e allo stomaco.
Voglio un film che non mi lasci dormire tranquillo dopo la visione.
Ma non vorrei perdere il sonno…

Questo film, dopo tanti vani tentativi (nemmeno Cannibal Holocaust c’era riuscito, o Imprint), è riuscito, almeno per una notte (una basta
e avanza), a entrare nei miei incubi.
Evviva.


Chiusa questa insolita presentazione passiamo alla trama, e poi all’analisi del film.


E’ un momento delicato per Sarah. E’ incinta, il bambino potrebbe nascere da un momento all'altro. Ma è sola. Il marito purtroppo non è più
al suo fianco, è morto in un incidente stradale qualche mese prima
(lei era alla guida: ma che cazzata!!! una donna incinta al volante?
magari lui non aveva la patente… bah…).
Contrariamente all’opinione dei familiari e amici passerà la notte di Natale
a casa da sola.




Ma non sarà sola.
Un misteriosa donna irromperà nel cuore della notte. Una pazza furiosa, una psicopatica.
Chi è? Non si sa. Cosa vuole? Vuole il bambino che Sarah porta in grembo. Lo vuole a tutti i costi, con feroce ostinazione.




Come trama avrete intuito che è abbastanza semplice.
C’è tuttavia un inconfutabile dato di fatto: questo è un film coraggioso. Oggetto delle “attenzioni” della pazza maniaca è una donna incinta
(e non dimentichiamoci vedova), e il bambino che custodisce in grembo.
Una persona decisamente fragile e indifesa. Anzi due persone...




Quello che caratterizza questo film da altre migliaia di prodotti simili
è la ferocia delle scene. Per fare un paragone: la trama ha molti punti
in comune con quella di Them. Nel film della coppia Moreau-Palud
si punta sull’atmosfera, sul tema dell’assedio caro a Carpenter.
Di norma le strade intraprese dagli horror moderni sono due:
o si sceglie la tensione, o si punta tutto sullo splatter (Hostel, Saw
e compagnia).
In À l’intérieur i registi scelgono di intraprendere entrambe le strade,
e ci riescono egregiamente.




I primi minuti sono volutamente lenti e drammatici: ci raccontano dell’incidente, ci avvicinano emotivamente a Sarah, una persona che perso il marito ha smarrito la gioia di vivere, malgrado attenda un bambino. Solitudine e disperazione.
Poi entra in scena una donna misteriosa: Sarah non è più sicura a casa sua. Chiederà aiuto alla polizia, ma non c’è nulla da fare. La donna è entrata.




A questo punto oltre alla tensione entra in scena lo splatter:
un vero BAGNO DI SANGUE. Uno dei film più splatter mai visti.
Effetti strabilianti, assolutamente credibili.




Questo film è così malvagio, così folle, così DISTURBANTE che rapisce, coinvolge, sconvolge, e distrae lo spettatore dai SOLITI difetti,
tipici degli slasher. L’assassino è invincibile. Anche la vittima è invincibile. Ci sarebbero sei persone in grado di aiutare la nostra povera Sarah:
la mamma, il collega/amico, tre poliziotti e uno sbandato,
ma non è decisamente la sera fortunata per la nostra protagonista.
La credibilità in alcuni punti va a farsi benedire (parlo di una scena
in particolare che fa perdere qualche punto al film), ma alla fine
della visione si rimane a bocca aperta.




Il colpo di scena è abbastanza citofonato: nemmeno questa volta
ci ero arrivato (mi sa che sto perdendo qualche colpo),
forse perché rapito dall’atmosfera malvagia di questa opera.

La scena finale è cupa, triste, disperata, quasi commovente.
Di sicuro impatto emotivo.




Il titolo è decisamente azzeccato. Sarah si rifugia dentro la sua casa,
così come il bambino si sente protetto nel grembo materno.
Ma la sicurezza che dà questo caldo e accogliente “nido” è destinata
a crollare.




Le prove delle due protagoniste sono un evidente punto di forza dell'opera.
Alysson Paradis dona umanità alla triste Sarah; da metà film in poi
la scena è dominata dalla folle dark lady Béatrice Dalle.
Un’interpretazione che lascia il segno.




A chi consiglierei questo film? Avrete capito dalle interessanti opinioni
di altri siti e dalla mia recensione che questo film cerca di spingersi “oltre”, più avanti anche di Alta Tensione, uno dei film più bastardi
che abbia visto. Quindi alla visione di À l'intérieur bisogna avvicinarsi con cautela, perché è un prodotto che lascia il segno.


In fondo era quello che cercavo, no? E voi cosa cercate?


E adesso sotto con Broken.



Voto Finale: 10

(e se non fosse stato per una certa scena la lode non l’avrebbe potuta negare nessuno)


Scheda dell'IMDb




14 commenti:

san ha detto...

Purtroppo non lo conoscevo finchè non ho letto la tua recensione, qualche settimana fa.

Un esercizio di stile splendido.
grazie della segnalazione

Marco300 ha detto...

prego! sono qui apposta!

Anonimo ha detto...

Ciao,
spero di far cosa gradita, segnalando che su subsfactory.it sono
stati pubblicati i sottotitoli italiani! ^_^

Marco83 ha detto...

Grazie della segnalazione, e complimenti per il vostro sito!
Aggiungo il link nella sezione "siti interessanti" ;)

Filippo_M ha detto...

Ciao, complimenti x la recensione.. very good! :)
Volevo chiederti una cosa: quanto dura il film esattamente?? premetto che non l'ho ancora visto! io ho una versione che dura 1h 19'.. è quella integrale?? perché su internet ho visto che ci sono 2 versioni: quella integrale che dovrebbe durare circa 83min e quella tagliata che ne dovrebbe durare 75. Non vorrei per sbaglio guardarmi la versione sforbiciata :)

Se vuoi.. vai a dare un occhiata al mio blog e posta un commento:
www.darksidecinema.blogspot.com

Ciao e grazie in anticipo x la risposta

Marco83 ha detto...

Benvenuto e grazie x il commento!
Sito interessante il tuo, lo linko volentieri.
La mia versione... dura 1h e 15 minuti... non oso immaginare cos'abbiano tagliato.....

Anonimo ha detto...

forse capisco a quale scena ti riferisca!...beh chi ancora deve vedere il film meglio che nn legga quel che sto x dire senno' anticipo 1po' di roba.. ;-) la scena del tipo "riesumato" misteriosamente dopo una coltellata al cervello che pikkia la donna sulla pancia e il bimbo dopo è ancora vivo...1po' irreale..ma x il resto questo film è PERFEZIONE...mistero,rabbia,paura,
disgusto,rassicurazione,sconforto..
un film DIVERSO...il migliore degli
ultimi 10anni..

Anonimo ha detto...

Ho visto questo film l'altra sera...fantastico! Mentre lo guardavo stavo mangiando i pop-corn, e penso proprio che per un po' non li mangerò più! La recensione davvero utile e giusta

Anonimo ha detto...

la recensione è davvero dettagliata e stupenda...ho visto il film stasera...mi ha lasciata perplessa...è vero che la suspense è sempre crescente ma la trama è proprio banale...sinceramente preferisco i film in cui ci sia più trama che violenza o almeno alla pari...ma questo film oltre alle scene splatter ha ben poco...in sostanza non mi è paciuto molto...

kikkispini ha detto...

..temo che ti toccherà raccontarmi anche questo! ...preparati..

Marco83 ha detto...

Sono pronto!!! E tu sei pronta ehm?!?!

kikkispini ha detto...

..prontissima!!! non a vedere il film, ma a ricevere la mail con il tuo racconto 'dettagliato' della trama, e degli effetti!!! .. come con Martyrs, mi sa che anche questo film è troppo 'disturbing' per la mia mente 'psicolabile'...sorrry!!!!

kikkispini ha detto...

..ok, questo non lo guarderò..ma un mio collega si è comprato Martyrs..e continua a sventolarmelo sotto il naso da giorni..temo che prima o poi cederò alla tentazione..e lo vedrò..magari a pezzi, e mezza nascosta sotto la copertina del divano..ma la tentazione è troppo, troppo forte ( e lui sostiene che 'Non aprite quella porta: l'inizio' - che io ho visto - è molto peggio...)

Claudia ha detto...

Ho letto la tua recensione e mi sono incuriosita, così ieri sera l'ho visto. E' vero, la trama è semplice, ma non credo che per toccare l'inconscio occorrano grandi costruzioni.
Questa semplice storia racchiude almeno due letture oltre quella letterale. Uno è la paura dello straniero-estraneo (per sé e per la propria progenie) suggerita apertamente dalla regia, e l'altra che riguarda il conflitto madre/matrigna-figlia, in cui la donna non più in età per procreare (perdita del bambino della Dalle) è ostica a cedere il testimone a una donna fertile e giovane e si adopera per annientarla. Il film a me pare una messa in scena di questo conflitto che fa parte della crescita di tante donne: non tutti, purtroppo, nascono da donne psicologicamente a posto, e anche le donne disturbate possono produrre figlie a cui devastare la mente una volta che crescono.
In questa chiave A' l'interieur mi ha ricordato un po' Biancaneve e i vari classici della fiaba. E in BN la strega si adopera per strappare il cuore della giovane, come qui la Dalle il feto.
Di anelli deboli nel plot ne ho ravvisati un paio, oltre alla donna incinta che guida (anzi, alle due): il giovane microdelinquente che, oltre a 'resuscitare', sbaglia pure bersaglio, e il fatto che la protagonista non sapesse, al momento dell'incidente, quante persone fossero sopravvissute. Ciò è impossibile: in un incidente stradale ci sono verbali, atti giudiziari, come fa una persona coinvolta a non essere informata? Anzi strano che non si sia aperto un procedimento penale a carico della povera protagonista.
Anyway, ho guardato il film mentre stavo a tavola ma non mi ha tolto l'appetito. HO dormito serena la notte e mi sono svegliata contenta. Però mi ha fatto pensare, so già che andrò avanti a pensarci per giorni e ne parlerò a tutti. E' un bel filmone efficace e stimolante.